Un monologo corale, non una narrazione

New York, 25 marzo 1911: manca un quarto d’ora alla chiusura della fabbrica T.W.C., produttrice di camicette. Sono al lavoro 600 persone, per lo più giovani immigrate italiane o dall’Europa dell’Est, sfruttate e sottopagate. Una scintilla. In un attimo prende fuoco il grattacielo che ospita la fabbrica. In 18 minuti 146 vittime, quasi tutte ragazze. I proprietari della fabbrica verranno assolti, nonostante non fossero in atto le più elementari misure di sicurezza. Ma la scintilla della protesta si è sprigionata. Questa vicenda diventerà uno dei precedenti storici per la Festa della Donna. Molti altri episodi hanno concorso a dar vita all’8 marzo, ma non c' è episodio nella storia delle donne più adatto a segnare un punto di svolta.

Un monologo corale. Non una narrazione, ma una molteplicità di interpretazioni, dove il personaggio di una madre, Caterina, come una matrioska, contiene ed emana da sé gli altri personaggi, le figlie e un coro di altre figure minori, ma non secondarie. Nessuno è minore in questa storia scritta per restituire voce alle operaie bruciate come streghe ribelli. Bruciate in una grandine di lucide scintille che si sono disperse nell’aria in cenere. La storia minore delle donne che hanno fatto la Grande Storia, ma sono state dimenticate.

Chi erano? Cosa sognavano quando sono partite alla ricerca del sogno americano, della terra promessa? Madonne addolorate senza assunzione al cielo, ma solo un lavoro a cottimo. Cosa desideravano Maltese Caterina, 39 anni, Italia; Maltese Lucia, 20 anni, Italia; Maltese Rosa, 14 anni, Italia?

“La concretezza del lavoro dell’attore, la sua fatica, la concentrazione, la cura dei dettagli, la tolleranza di uno spazio claustrofobico, le stesse del lavoro artigiano di una camiciaia, con la sua ritualità antica dei gesti, la confidenza con le macchine e gli oggetti di sartoria, che diventano parte del suo stesso corpo.

Maneggiando con amore e semplice familiarità la storia e le forbici da cucito, la Curino scorre con delicatezza da un personaggio all’altro, da un polsino ad un colletto.

Camicie come croci.

È allo spettatore l’ultima azione, quella di non dimenticare, con la dolcezza dolorosa di chi ha subito un torto, ma non può da solo trovare un risarcimento.” Da Laura Sicignano.

Lo spettacolo è vincitore del PREMIO DEL PUBBLICO DEL 13° FESTIVAL TEATRALE DI RESISTENZA – PREMIO MUSEO CERVI, apprezzato per l’attualità e storicità dei temi affrontati: la sicurezza sul lavoro, la discriminazione ed emigrazione, le prime forme di organizzazione sindacale, la storia dimenticata delle donne che hanno fatto la grande Storia, le speranze dei migranti di ogni tempo e Paese, l'emancipazione femminile.

“Laura Curino, attrice e donna di teatro a tutto tondo, che sul teatro civile ha costruito un'intera carriera, è interprete ideale per questa storia di denuncia al femminile. La sua voce gioca con le età e con i sentimenti di tre donne che condividono lo stesso destino di migranti. La narrazione a volte inciampa e si perde nei gesti di lavoro che accompagnano il racconto; nei momenti in cui abbandona ago e filo per rivolgersi dritta al pubblico l'attrice ritrova e cavalca quell'intensità e quel carisma che le sono propri.

La testimonianza di Scintille esce dai cancelli della TWC e si fa portavoce di tutte le storie di lavoro e di morte che ci appartengono: dalla tragedia della ThyssenKrupp alla strage silenziosa di morti bianche che ogni giorno insanguina il nostro paese. "Non dimenticate le mie figlie" è l'appello di Caterina che, "forte come un albero", torna alla macchina da cucire. Due camicette bianche, crocifisse tra una macchina e l'altra, chiudono lo spettacolo come due lapidi candide a monito e memoria.” Marianna Norese – Sipario 7 novembre 2012.

Laura Curino

Nasce a Torino il 26 gennaio 1956, attrice teatrale, regista e drammaturga di grande eccezionalità creativa.

Nel 1974 fonda con Gabriele Vacis il Teatro Settimo di Torino, centro di ricerca e sperimentazione teatrale che riscopre e promuove la funzione universale e testimoniale del teatro attraverso la narrazione della memoria, della realtà sociale e del vissuto biografico come materia prima della loro personale ricerca drammaturgica. È interprete e autrice tra tanti altri di: Elementi di struttura del Sentimento, 1985 con la regia di Gabriele Vacis, da "Le affinità elettive" di J.W. Goethe, Premio Ubu per il miglior spettacolo di ricerca della stagione; Stabat Mater, 1989, Premio Città Urbino, Premio Fringe Festival di Edimburgo; La Storia di Romeo e Giulietta, 1990 con la regia di Gabriele Vacis, tratto dall'opera di Shakespeare, Premio Ubu 1992 per la drammaturgia; Passione, 1992 Premio Milano ‘90 - Il Contemporaneo 1993 per la drammaturgia; Olivetti 1996 anche trasmesso da RAIDUE Palcoscenico il 31 ottobre 1998.

Laura Sicignano

Laureata in Storia del Teatro all'Università Cattolica di Milano, si diploma alla Scuola d'arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.

Dopo essere stata assistente alla regia di alcuni tra i più importanti registi del panorama italiano all'inizio degli Anni Novanta, quali: Santagata e Morganti (Firenze), Elio De Capitani - Teatro dell'Elfo (Milano); Federico Tiezzi – Magazzini (Firenze) e Tonino Conte - Teatro della Tosse (Genova), nel 1994 fonda e dirige TEATRO CARGO, per cui firma oltre 30 regie e la maggior parte dei testi.

Nel 1999 ottiene per TEATRO CARGO il riconoscimento dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, come una delle 15 compagnie giovani più importanti di Italia nell’ambito della Produzione e della Sperimentazione.

Nel 2004 è ideatrice e produttrice dello Lo spettacolo viene ripreso per 6 anni, a grande richiesta del pubblico.

I suoi spettacoli di maggiori successo sono stati:

PARTENZE, uno spettacolo in mezzo al mare, per GENOVA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA.

Lo spettacolo si svolge a bordo di una gru galleggiante del 1914, raggiungibile solo via mare.

DONNE IN GUERRA, messa in scena a bordo del trenino storico Genova Casella.

LE ZIE, oltre 100 recite.

MERCENARI SPA, uno spettacolo sul tema delle multinazionali del mercenariato nel mondo.

QUESTA IMMENSA NOTTE, tradotto da lei dall'inglese, per la prima volta in Italia, dedicato al tema del reinserimento sociale delle detenute (Premio Sonia Bonacina 2014).

LA STREGA, oltre 100 recite.

DARWIN E FITZORY, con Patrizio Roversi e Luca Bizzarri.

L'ODISSEA DEI RAGAZZI è un progetto teatrale professionale unico in Italia, condotto con un gruppo di minori stranieri richiedenti asilo, rappresentato anche di fronte al Ministro Kyenge.

SCINTILLE con Laura Curino è stato selezionato per una rassegna di teatro italiano a New York, 2013 e in Face à Face 2013, la più importante rassegna di drammaturgia italiana in Francia.

SCINTILLE

con Laura CURINO

testo e regia di Laura SICIGNANO

Teatro Cargo di Genova

"se non ci ribelleremo, sarà solo la giusta punizione per essere state povere e docili".


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