Uno spettacolo di MICHELE PLACIDO, tratto dall'opera di Pirandello

«È la mia passione per tutto quello che è pirandelliano che mi ha portato ad accettare la sfida». Così Michele Placido sottolinea la forte motivazione che lo ha visto impegnato a costruire la regia della nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, di cui è anche sfaccettato e carismatico protagonista, insieme all'intensa attrice etnea Guia Jelo, in un'essenziale scenografia quasi in bianco e nero in cui spicca altresì la performance della palermitana Dajana Roncione e degli altri attori, tutti siciliani.

Lo spettacolo ha inaugurato il sessantesimo cartellone dello Stabile catanese, la prima nazionale ha avuto luogo con grande successo nel capoluogo etneo il 17 ottobre 2017 alla Sala Verga; nella stagione 2018-2019 l'allestimento sarà in tournée nelle principali città della penisola. Accanto al grande artista pugliese un cast di qualità diviso nei due blocchi – i "personaggi" appunto e la "compagnia teatrale" – previsti nel 1921 da Pirandello per la "commedia da fare", approdo massimo del suo metateatro, viatico per il Nobel.

Nei ruoli che designati come "I personaggi della commedia" agiscono dunque Michele Placido (il padre) e Guia Jelo (la madre), affiancati da Dajana Roncione (la figliastra), Luca Iacono (il figlio), Luana Toscano (Madama Pace), e ancora la piccola Clarissa Bauso (la bambina) e Flavio Palmeri (il giovinetto). L'autore li ha abbandonati, negando loro la vita teatrale, esigenza insopprimibile per soddisfare la quale si materializzano in scena e si rivolgono a quelli indicati in copione come "gli attori della Compagnia", qui affidati all'interpretazione di Silvio Laviano (il regista), Egle Doria (la prima attrice), Luigi Tabita (il primo attore), Ludovica Calabrese (l'attrice giovane), Federico Fiorenza (l'attore giovane), Marina La Placa (la seconda donna), Giorgia Boscarino (l'assistente del regista), Antonio Ferro (il direttore di scena). L'allestimento si avvale delle musiche di Luca D'Alberto e dei costumi di Riccardo Cappello. Gaetano La Mela cura le luci.

«Questa - sottolinea Placido - è la mia terza regia teatrale su un testo del Girgentano, dopo Così è se vi pare e i due atti unici La carriola e L'uomo dal fiore in bocca. In passato ho girato un film La scelta, tratto dalla novella e dalla pièce L'innesto, incentrato sulla violenza che una donna subisce. Anche in Sei personaggi è presente una forma di violenza molto ambigua, attuata dal Padre nei confronti dell'umile moglie che pure ha amato e gli ha dato un figlio, ma con la quale ha poco da condividere sul piano intellettuale».

Deciderà perciò di farla innamorare del suo contabile; un piano "diabolico" ma a suo dire "a fin di bene", almeno per la donna che sarà più felice nel nuovo rapporto da cui avrà tre figli. Placido coglie ulteriori aspetti inediti legati all'abbandono dell'autore, che rifiuta le proprie creature, turbato dal loro sviluppo. Il contabile muore, la Madre torna in città con i Figli, il lutto getta la famiglia in gravi ristrettezze. La situazione precipita quando il Padre e la Figliastra hanno un incontro intimo e molto traumatico in una casa di piacere.

«È scabroso l'affair che il sestetto pirandelliano chiede da quasi un secolo di esplicitare in scena. E si spiega – osserva Placido – perché una siffatta famiglia è stata abbandonata dall'autore, atterrito all'idea di alimentare una vicenda tanto scandalosa. Allo stesso tempo trovo sia presente un senso di ribellione da parte dei "personaggi", che andranno appunto alla ricerca di un'origine e, nel nostro caso, di una Compagnia incline a privilegiare testi che parlano della società di oggi, delle sue drammaticità: il femminicidio, le morti bianche o anche l'impossibilità di un legame sentimentale, dovuta all'alienazione dell'uomo contemporaneo».

Coerentemente con il metateatro di Pirandello, la richiesta dei "Sei" di dare vita al loro dramma coincide qui, più che mai, con la funzione che è propria del palcoscenico, ossia accogliere la rappresentazione. Nella lettura di Placido, quella "commedia da fare" è un inno al teatro che mai abdica alla propria missione. E perfino qualcosa di più: «Che una Compagnia intenta a provare mini-drammi quotidiani venga in qualche modo spiata da presenze o fantasmi, anche se Pirandello era contrario a questa parola, mi rafforza nella convinzione che il testo sia pieno di suggestioni soprannaturali. Un'intuizione affascinante mi ha accompagnato dall'inizio: che un palcoscenico possa sorgere laddove prima esistevano giardini, fontane, piccole ville. Luoghi in cui poteva accadere la storia che racconteremo, la storia dei Sei personaggi. Mi voglio anzi illudere che sia realmente accaduta: a cosa serve l'illusione, altrimenti, se non per crearne una messa in scena?»

Teatro Stabile di Catania

in coproduzione con Goldenart Production

opera di Luigi Pirandello

con MICHELE PLACIDO

Guia Jelo Dajana Roncione

e con

Luca Iacono  Luana Toscano  Clarissa Bauso

Flavio Palmeri  Silvio Laviano  Egle Doria  

Luigi Tabita  Ludovica Calabrese  Federico Fiorenza

Marina La Placa  Giorgia Boscarino  Armando Sciuto

musiche di scena Luca D'Alberto

costumi Riccardo Cappello

luci Gaetano La Mela

I personaggi della Commedia da fare

Il padre Michele Placido

La madre Guia Jelo

La figliastra Dajana Roncione

Il figlio Luca Iacono

Madama Pace Luana Toscano

La bambina Clarissa Bauso

Il giovinetto Flavio Palmeri

Gli attori della Compagnia

Il regista Silvio Laviano

La prima attrice Egle Doria

Il primo attore Luigi Tabita

L'attrice giovane Ludovica Calabrese

L'attore giovane Federico Fiorenza

La seconda donna Marina La Placa

L'assistente del regista Giorgia Boscarino

Direttore di scena Armando Sciuto

Lo spettacolo ha una durata di un'ora e cinquanta minuti senza intervallo.


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