Il testo prende spunto dalla storia vera di Rifaat, insegnante palestinese

Siamo nella Striscia di Gaza, primavera 2018. Rifaat Al Abdi è un insegnante palestinese di letteratura inglese e vuole trasformare un vecchio ristorante abbandonato in un teatro, dove studiare Shakespeare con i suoi allievi. All'appello rispondono cinque studenti sui vent'anni. Sono tre maschi, Tariq, Youssef e Bilal, e due femmine, Nawal e Zahra. Sono i giorni dei conflitti per il trasferimento dell'ambasciata americana a Gerusalemme: lungo il confine con Israele si ammassano palestinesi disperati, anche spinti dalle milizie di Hamas. Tirano pietre, qualcuno cerca di superare il confine, i soldati israeliani sparano. Muoiono a decine. Gli ospedali sono pieni di feriti, mancano l'acqua, la corrente elettrica, il gas. Chiusi nel ristorante, Rifaat e gli allievi affrontano il testo del Mercante di Venezia, parlano di Shylock l'ebreo e cercano di capire il contesto dell'opera. Ma non possono ignorare quello che sta accadendo fuori, né possono mettere da parte le loro vite complicate. Tutti vorrebbero essere da un'altra parte e sapere com'è la vita in quel mondo che non hanno mai visto.

Il testo prende spunto dalla storia vera di Rifaat, insegnante palestinese che propone il Mercante di Venezia ai suoi studenti per farli riflettere.

SHAKESPEARE IN WAR

Di Michela Tilli

Regia Mary Di Tommaso

Note di regia

Siamo a Gaza City, ennesimo venerdì di sangue. 5 studenti e il loro professore di teatro si rifugeranno in un ristorante abbandonato. Copioni alla mano, in questa giornata particolare esploreranno le loro vite attraverso le parole di Shakespeare, in un non-luogo sospeso tra la realtà della guerra e il mondo immaginato nella commedia "Il Mercante di Venezia".

può il teatro unire ciò che la guerra divide? l'arte può salvare ciò che l'odio distrugge? Può la vendetta liberare l'uomo dal dolore? Scappare dai conflitti è davvero la soluzione?


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