"Favola d'amore

"La favola di Pictor andrebbe letta ad alta voce, così è stata pensata"… E invece questa favola ha così colpito l'attenzione di chi l'ha letta che l'Accademia della Messinscena, diretta dal Teatro di Nessuno e da Abraxa Teatro, ha deciso di attuarla nell'ambito del programma pedagogico dell'Università del Teatro Urbano "Fabrizio Cruciani".

Nell′autunno del 1922, pochi mesi dopo aver terminato la sua leggenda indiana Siddharta, Hermann Hesse scrisse una favola d′amore interamente scaturita dalle illustrazioni da lui dipinte e dedicata alla sua amata, Ruth Wenger.

Favola d'Amore vuole spiegare il mistero della vita e la varietà di un mondo in continua trasformazione. Un mondo in cui sono gli opposti a creare l'equilibrio, secondo l'antica filosofia cinese dello Yin e Yang, cui molte opere dello scrittore si richiamano. È la trasformazione che conduce alla bipolarità dell'unità, ossia alla ricerca della metà mancante che una volta trovata, permette di evolversi e crescere assieme. Non si deve aver paura di desiderare, altrimenti, si finirà con il rimpiangere quel volo desiderato e mai vissuto per rimanere inchiodati a terra, a vecchie radici ed in esse essere destinato ad esaurirsi.

Drammaturgia e Regia:

1° parte: Sandro Conte (Teatro di Nessuno)

2° parte: Emilio Genazzini (Abraxa Teatro)

con la collaborazione pedagogica di Massimo Grippa (Abraxa Teatro)

Interpreti:

Rossella Arma, Elisa Ciorba, Sara Chirico, Paola Morini, Saverio Paoletta, Riccardo Russomanno

Scrittura scenica:

a cura del collettivo dell'Accademia della Messinscena


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