L'ultima settimana di aprile si preannuncia interessante. Dal 23 al 28 aprile gli spettacoli in programma al TBM sono due: l'uno avvicina e sensibilizza il pubblico alla violenza di genere attraverso le storie delle protagoniste, l'altro si ispira alla commedia italiana e conduce a Roma, nel quartiere San Lorenzo bombardato nel '43 durante la Seconda Guerra Mondiale, per raccontare il prima e dopo di un'esistenza in epoca fascista.

"Trilogia di vendetta e morte", produzione La Prima Americana, apre la settimana del TBM, e sarà in scena da martedì 23 a domenica 28 aprile. Per la regia di Nello Pepe lo spettacolo è interpretato da Maria Cristina Fioretti e Maria Pia Iannuzzi. La voce del presidente è di  Massimo Cinque. Tre potenti monologhi intrecciati dal tema della morte e dell'ingiustizia. Tre donne, vittime di violenze, raccontano le proprie storie, esplorando le sfumature della esperienza umana di fronte al dolore e alla tragedia. Attraverso i tre racconti emergono riflessioni profonde sulla resilienza, la lotta e la speranza in un mondo segnato da avversità. Le storie delle tre protagoniste risuonano come voci corali a simboleggiare quelle solitarie di tante altre donne. Queste tre storie intrecciate diventano un potente richiamo all'empatia e alla solidarietà, aspirando a dare voce a innumerevoli altre donne che hanno subito singole sofferenze. Nello Pepe
Scene e costumi: Maurizio Tattini; Musiche: Marcello Cirillo, Domenico Rizzuto e Ivo Parlati; Light designer: Alberto Maria Trabucco.

"Pane, latte e lacrime", produzione AltAcademy, è in programma venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 aprile. Scritta da Veronica Liberale, la rappresentazione vanta la regia di Pietro De Silva e vede sul palco Federica Bianconi, Ugo Caprarella, Mariachiara Di Mitri, Silvia Grassi, Lorenzo Mastrangeli, Marianna Menga e Lorenza Molina. Ci troviamo a piazzale del Verano, dove Alvise Trevisan, un distinto signore del nord, da tutto il quartiere chiamato con il rispettoso appellativo di "dottore" per i suoi modi eleganti, il suo garbo e la sua cultura, aspetta davanti al suo banco preferito di fiori l'arrivo delle sue proprietarie. Ed è questa piazza dove "le urla dei fiorai s'incontrano a mezz'aria col silenzio dei morti del Verano", lo scenario dove si svolge la commedia umana e dove incontriamo i suoi protagonisti. Insieme ad Alvise conosciamo Umberto, custode del cimitero e dei segreti più reconditi del quartiere, emblema pittoresco di un'umanità pigra e indolente e quintessenza della romanità; la sora Assunta, fioraia pungente, sarcastica e disillusa e Angeletta, la pazza del quartiere, grottesca, tragica e poetica, in grado di dire e fare cose straordinarie. Troviamo poi Iole, madre di sette figlie, con il marito antifascista in carcere, costretta a diventare capo-famiglia e a gestire questioni e decisioni importanti, stretta tra una cognata vedova, apparentemente superficiale e vanitosa – Franca - e una figlia ribelle e determinata - Firmina.
L'arrivo di una lettera dal carcere indirizzata a Iole, contenente un messaggio cifrato, darà l'avvio a una serie di accadimenti, che porterà i protagonisti a vivere questi ultimi giorni prima del bombardamento, rimettendo in discussione la loro vita, le loro scelte, i loro ideali, fino al tragico epilogo, che consegnerà per sempre un quartiere e i suoi abitanti alla storia del nostro paese. La condizione della donna negli anni di guerra, la maternità, la sopravvivenza, sono questi i principali temi trattati dallo spettacolo. Un affresco della vita dei quartieri popolari negli anni quaranta e della società italiana durante il fascismo e la guerra. Ambientato a Roma nel popolare quartiere San Lorenzo, nei giorni che precedono il tragico bombardamento del 19 luglio 1943, il testo trae ispirazione e nello stesso tempo vuole omaggiare la grande commedia all'italiana. Partendo dalla lezione del neorealismo, il lavoro coniuga i contenuti comici-brillanti con una satira di costume a volte amara, in grado di far ridere e riflettere nello stesso tempo.
È una commedia corale, uno spaccato di vita di alcuni san lorenzini costretti dalla guerra a rimettere in discussione le proprie vite, alla vigilia di un evento che cambierà totalmente la storia di un quartiere e dei suoi abitanti. "Pane, latte e lacrime" è anche storia di amore, amicizia, ironia, incoscienza e saggezza, in un periodo in cui i rioni romani rappresentavano tutti una grande famiglia, ed è soprattutto storia di donne. Eroine che escono dalle mura domestiche, dove la società le aveva relegate, per affrontare il mondo, consegnandosi alla storia di un piccolo quartiere, microcosmo dell'umanità intera. Un tributo sincero e sentito a tutti i caduti delle guerre e alla nostra memoria storica.                                                                                                             

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