Dopo il successo ottenuto a Roma nel Parco dell'Appia Antica con la rassegna ancora in corso "Attraversamenti. La via Appia tra pietra e visione", Teatri di Pietra va in scena in due siti romani molto cari alla Rete diretta da Aurelio Gatti che porta teatro, musica e danza nelle aree archeologiche italiane; in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, infatti, Teatri di Pietra torna per il sesto anno nel sito della Villa di Livia a Prima Porta, debuttando martedì 25 giugno alle ore 18.00 con il primo di quattro appuntamenti della rassegna letture teatralizzate "Opra prima": si inizia con L'ultimo Aristofane. Seguire i Ciechi, di Anton Giulio Calenda, ispirato al Pluto di Aristofane (regia Alessandro Di Murro con Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia e le musiche originali di Amedeo Monda). 

In questa riscrittura si supera la narrazione di Aristofane come genio della comicità, per evidenziarne piuttosto il significato di testimone dei limiti e dei pregiudizi della sua cultura, capace di svelare uno spaccato della vita e del pensiero dell'antica Grecia e di interrogarsi sulle proprie convinzioni e valori. In Pluto il protagonista Cremilo accoglie nella sua casa un cieco, che si rivela essere il dio della ricchezza, Pluto appunto. Cremilo gli restituisce la vista, facendo in modo che la ricchezza venga distribuita secondo il merito. Nella commedia Aristofane mette in luce il cambiamento di mentalità, da comunitaria a privatistica e individualista. Ma cosa succederebbe se tutti fossimo ricchi? E se a tutti fosse concesso ozio illimitato? 

Mercoledì 26 giugno Mithos, memoria di un racconto, con Camillo Marcello Ciorciaro e Roberta Azzarone e le musiche originali Davide Guglielmi. 


Il 27 giugno sarà la volta di Virgo Maria, La storia della madre di Cristiano Giamporcaro e infine venerdì 28 si chiude con Artemisia Dracunculus. La mano del drago e della mandragora, drammaturgia Aldo Bongiovanni, con Tiziana D'Angelo e musica Marcello Fiorini.

Sempre in collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, si andrà in scena presso l'Arco di Malborghetto mercoledì 10 luglio alle 21.00 con Angeli senza tempo (drammaturgia Brancaccio, regia e coreografia di Aurelio Gatti con Lucia Cinquegrana, Rosa Merlino, Paola Saribas e Mario Brancaccio). Lo spettacolo è un viaggio canoro tra il Seicento e Settecento a Napoli, centro di attrazione per artisti e musicisti, un racconto del fenomeno degli "evirati cantori" e della castratio euphonica, aspetto singolare della scuola operistica napoletana barocca, in cui sacro e profano sconfinano nell'immaginario e nella seduzione. 

Nello stesso sito di Malborghetto, dominato dall'arco quadrifronte eretto da Costantino e immerso nel verde della via Flaminia, la danza indiana sarà protagonista giovedì 11 luglio di L?sya. Il ritmo della preghiera femminile; martedì 16 luglio De rerum natura da Lucrezio mentre mercoledì 17 luglio sarà la volta di Pluto o il dono della fine del mondo di Anton Giulio Calenda, tratto dal Pluto di Aristofane. 

Nel Lazio si conferma infine la lunga rassegna nell'anfiteatro di Sutri con sedici spettacoli dal 5 luglio al 3 agosto; si inizia con De rerum natura da Lucrezio (regia e coreografia Aurelio Gatti, musica Marco Schiavoni, con Lucia Cinquegrana, Paola Saribas, Elisa Carta Carosi  e Camillo Ciorciaro).

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