3 AGOSTO - TEATRO ANTICO TINDARI
EDOARDO SIRAVO - ANTONIO SILVIA - RENATO CAMPESE

MILES GLORIOSUS

di Plauto

regia ALVARO PICCARDI

Il giovane Pleusicle ama la bella Filocomasia. Durante un’assenza del giovane, la ragazza viene rapita dal “miles” Pirgopolinice, un soldato smargiasso e fanfarone, a cui il parassita Artotrogo fa credere di essere irresistibile con le donne. Palestrione, servo di Pleusicle, parte per avvertire il padrone di ciò che è accaduto, ma viene rapito dai pirati e finisce per essere donato proprio al miles. Pleusicle, avvertito di nascosto da Palestrione, si fa ospitare da Periplectomeno, un amico del padre, in una casa contigua a quella del miles. Palestrione pratica una breccia nel muro di confine tra le due case, consentendo agli amanti di incontrarsi. Ma Sceledro, servo del miles, li scorge mentre si baciano e costringe Palestrione a escogitare una serie di inganni per salvare i due amanti, fingendo che esista una gemella di Filocomasia. Poi Palestrione organizza una feroce beffa ai danni di Pirgopolinice: gli fa credere che la moglie di Periplectomeno sia pazzamente innamorata di lui; il miles, così, licenzia in un sol colpo Filocomasia e Palestrione, dando loro la libertà, ma, entrato nella casa di Periplectomeno per un appuntamento galante, trova un marito furibondo e i servi pronti a fustigarlo ignominiosamente come adultero.

Commedia dalla comicità sfrenata, il Miles Gloriosus è considerata l’antecedente di tutti i “Capitan Spaventa” “Fracassa”, etc., che animeranno la Commedia dell’Arte e il teatro del Rinascimento.

5 AGOSTO - TEATRO EUROPEO PLAUTINO DI SARSINA
CAMILLO GRASSI – MASSIMO BONCOMPAGNI

AULULARIA

di Plauto

Regia Cristiano Roccamo

Ad Atene vivono due vecchi, Euclione e Megadoro.

Un giorno il vecchio Euclione trova una pentola d'oro dalla quale non riesce più a separarsi per il timore che qualcuno gliela sottragga all' improvviso. Ed è proprio in uno di questi giorni che il vecchio e ricco Medoro si decide a chiedere in sposa la figlia di Euclione, Fedria. I due vecchi si accordano immediatamente per celebrare il matrimonio il giorno stesso. A questo punto entra in scena Strobilo, il servo del nipote di Megadoro, Liconide, giovane che è segretamente innamorato di Fedria all' insaputa dello zio. Infatti Euclione, timoroso che la manovalanza giunta per i preparativi possa sottrargli la pentola, si decide a nascondere il prezioso oggetto prima nel tempio della città e poi nel bosco, dove Strobilo lo seguirà per derubarlo. Liconide si reca allora dal vecchio Euclione per chiedere in sposa la figlia (che nel frattempo sta per diventare madre proprio a causa del giovane), e dopo un divertente siparietto frutto dell'equivoco, l'anziano genitore concederà la mano della figlia al giovane. Intanto il servo Strobilo tenterà di vendere la pentola proprio al suo padrone in cambio della libertà, ma questi gli ordinerà di rendere la pentola al suo legittimo proprietario. E sarà proprio questo gesto ad addolcire le intemperanze di Euclione che non solo acconsentirà al matrimonio ma che donerà inoltre la preziosa pentola come dote della figlia Fedria.

"Aulularia" è una delle commedie che più ha influenzato il teatro seicentesco ma anche il cinema moderno. Vero è che "L'Avaro" di Molière è di fatto quasi una copia autentica dell'opera di Plauto e che a rifarsi all' "Aulularia" è anche il film di Totò "47 morto che parla" al Paperon de' Paperoni di Topolino della Walt Disney.


7 agosto 2013 - MASSIMO RANIERI
ROBERTO VANDELLI - GIUSEPPE BISOGNO
FABRIZIO NEVOLA - FEDERICA VINCENTI
MARGHERITA DI RAUSO - CARLA CASSOLA - GAIA BASSI

RICCARDO III

di Shakespeare

Regia di Massimo Ranieri

Musiche originali di Ennio

La storia la scrivono i vincitori, e così Shakespeare quando nel suo progetto di raccontare due secoli di storia inglese attraverso il regno di una scissione di sovrani (Riccardo II, Enrico IV, Enrico V, Enrico VI, Riccardo III) arrivò all’ultimo esponente della dinastia dei Plantageneti, descrisse l’ultimo di loro secondo l’ottica della nuova casa regnante, quella dei Tudor, i cui titoli alla successione non erano proprio inossidabili. Che il trono dell’isola fosse a disposizione del più forte e spregiudicato tra molti pretendenti era prassi consolidata: e il Richmond di Shakespeare, futuro Enrico VII nonché padre di Enrico VIII e nonno di Elisabetta I – quest’ultima felicemente regnante al tempo del Bardo – era un pretendente dalle ambizioni non troppo fondate (discendeva dalla vedova di Enrico V e dal suo secondo marito gallese). Logico che appena arrivato alla corona costui si adoperasse per annunciare al mondo di averlo liberato da un uomo indegno, avido, corrotto e crudele, e per di più addirittura fisicamente deforme e respingente, secondo una descrizione che i suoi storici adottarono senza obiezioni. La scoliosi documentata dal recente ritrovamento dello scheletro di Riccardo, che comportò una deviazione della colonna vertebrale e l’abbassamento di una spalla non gli impedì una carriera nelle armi di tutto rispetto; ma consentì alla generazione successiva di descriverlo retrosettivamente come uno scherzo della natura, fisicamente ripugnante. Ligio all’interpretazione ufficiale, Shakespeare fa dunque di re Riccardo III, semplicemente, un mostro. Ma poiché siamo a teatro, e un personaggio soltanto disgustoso sarebbe controproducente, ne fa allo stesso tempo un uomo dal fascino irresistibile e dall’energia travolgente. In un ambiente – quello delle alte sfere del potere – dove tutti sono corrotti, infidi e privi di scrupoli, Riccardo sa di essere il più intelligente, più forte e più deciso di tutti. Grande manipolatore, sommo burattinaio, non trova chi gli si opponga: con la violenza o con la persuasione ottiene che gli altri assecondino i suoi progetti, ovvero gli facciano direttamente da sicario. Nella più audace scena di seduzione di tutto il teatro mondiale alla sua forza trascinatrice cede persino la nuora di una sua vittima nonché vedova di un’altra. Ma Shakespeare non sarebbe Shakespeare se il suo racconto fosse a senso unico. Mostrando il progresso inarrestabile di questo archetipo di “villain” – uno dei primi “uomini che adorate odiare” – l’autore insinua anche il sospetto che costui non rappresenti la clamorosa eccezione (il Male che una volta eliminato non tornerà mai più) ma piuttosto l’esasperazione della regola. Riccardo fa, cinicamente direttamente, quello che al suo posto farebbero tutti gli altri personaggi, se possedessero la sua carica vitale, che sulla scena si sostanzia in una eloquenza irresistibile: dopo Amleto, è il personaggio shakespiriano che parla di più. E possiamo scommettere che anche con la sua caduta, una volta smaltita la sbornia di sangue, gli sporchi giochi della politica non cesseranno.

Informazioni, orari e prezzi

Orario spettacoli ore 21.15

Biglietto:
INTERO € 23,00/25,00
RIDOTTO € 16,00/20,00

ACQUISTO BIGLIETTI:
E' possibile l’acquisto con carta di credito e il ritiro direttamente presso il Botteghino di Ostia Antica e sempre on line sul sito http://www.ostianticateatro.it/

Botteghino C/O TEATRO ITALIA
Via Bari 18 Roma
Tel. 06. 44239286
Lun/Sab ore 10,00 -14,00

Botteghino OSTIA ANTICA
Annachiara Mantovani
Via dei Romagnoli, 717 Ostia Antica
Tel. 06.5650071
Lun-Sab 15.00-20.00

Dove e quando

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