In occasione delle celebrazioni per i 100 anni dalla nascita di Dario Fo, Marcantonio Graffeo porta in scena per la prima volta a Roma (18 aprile ore 19:00, 19 aprile, ore 17:00, Spazio Diamante) Tentativo di rappresentazione di morte accidentale di un anarchico, una messa in scena originalissima che prendendo le mosse dal celebre testo di Fo racconta la sconvolgente stagione dei cosiddetti anni di piombo, che sono stati invece e soprattutto anni di grande fermento culturale, di innovazione e rivoluzione sociale segnati da importanti traguardi come la vittoria del referendum sul divorzio e l'aborto, istituzione dei comitati scolastici, ecc.

Un progetto di teatro partecipato che riprende e ricostruisce, attraverso l'intromissione martellante dei media, delle dichiarazioni dei protagonisti di allora, che rivivono attraverso le maschere e le loro voci tratte da un'attenta ricerca dei materiali d'archivio con rispetto e attenzione, la morte non accidentale di Giuseppe Pinelli, quell'anarchico pacifista, staffetta partigiana, fatto precipitare da una finestra della questura di Milano durante un interrogatorio dopo la strage alla Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana a Milano. Un teatro attivo che permette di conoscere e riconoscere, rivissuto da giovanissimi attori che lo propongono con tutto il loro entusiasmo ed energia ai loro coetanei dando la possibilità di approfondire anche a chi per ragioni anagrafiche non c'era, utilizzando il linguaggio dell'arte che crea immagini, emoziona, rende fuori dal tempo, mentre veicola un messaggio di memoria attiva e di non rassegnazione.

Nel palcoscenico c'è un ring, circoscritto come uno spazio sacro, ma anche luogo del crimine. Delimitazione dello spazio, messa in scena di "quella stanza" della questura di Milano e il segreto di quanto è accaduto, mai dimostrato. Segreto che, con il susseguirsi di insabbiamenti e depistaggi, si è fatto sempre più nero e inquietante, simbolo di un periodo politico. In quegli anni '70 le forze reazionarie furono costrette a mettere in campo qualsiasi arma, anche criminale, pur di fermare lo spirito rivoluzionario e innovativo del tempo. L'esterno permea lo spazio del palcoscenico, non si può rifiutare questa osmosi. Affiora, di nuovo, il tentativo di rappresentare quel segreto, l'impossibilità degli artisti di ignorare quanto accade di tremendo intorno a loro. L'anarchico Pinelli, cade su tutti noi. Attraverso la scrittura scenica e l'uso delle maschere rivivono i materiali d'archivio, l'attenta indagine di Camilla Cederna (Pinelli - una finestra sulla strage), le dinamiche, le tensioni e i protagonisti di quegli anni.


Il Caso Pinelli, è molto di più di un fatto di cronaca, è uno dei punti catalizzatori della società italiana dagli anni '70 ed è inciso in noi, che gli eravamo contemporanei, giovani e vecchi, finché saremo in vita e capaci di ricordare. L'avremmo forse dimenticato più facilmente se non si ripresentassero continuamente fatti tragicamente simili, da quello di Regeni a quello di Cucchi, alla violenza contro i diversi perché dell'etnia sbagliata.  Ancora sento il bisogno di ritualizzare quella morte seppellita dal mistero, dalla strumentalizzazione, attraverso il teatro, celebrarla, per tutti noi, insieme. Non si tratta di andare a rispolverare un vecchio caso, né di rimettere il dito nella piaga di una società marcia, ma di partecipare ad un rito, chinare la testa ed ascoltare, di fermarsi per un tempo e guardare, sentire, rivivere ciò che è accaduto, perdonare, se ci si riesce, rialzare la testa e ricominciare a vivere, da vivi, con gli occhi aperti e tutti i sensi tesi. Il rito teatrale non segue le leggi della cronologia fattuale, cerca di andare oltre, in un linguaggio anche simbolico e astratto, comunque nel tentativo di far camminare insieme, ragionamento ed emozione. Torno al teatro dopo tanti anni tenendomi dentro quella intensa e gioiosa ricerca che finiva negli anni '80, quando cominciavo, e la lezione di cinema e di vita che Elio Petri mi ha lasciato. Questo spettacolo, che vanta nove attori di venti anni, non è il frutto di un laboratorio, ma la conferma che ci sono professionisti validi tra i giovani e che vale sempre la pena di metterli alla prova. L'energia che sprigionano rallegra i momenti tragici, trascina le idee verso una catarsi che ci salva tutti.
Marcantonio Graffeo

Collettivo Teatro Immagine è una nuova formazione teatrale alla sua prima messa in scena composta da giovanissimi interpreti (età media: 25 anni). La scelta di lavorare sul Caso Pinelli è nata dall'esigenza di parlare di Dario Fo, Franca Rame, Elio Petri, Gian Maria Volonté e tanti altri che intorno agli anni '70 hanno messo l'arte a disposizione della denuncia e hanno lottato per la democrazia. Ringraziamo SPINTIME che ci ha sempre aiutato mettendoci a disposizione gratuitamente la sala prove e l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio – AAMOD per la gentile concessione dell'utilizzo dell'audio dei filmati di Elio Petri e Nelo Risi.

18 aprile ore 19:00, 19 aprile, ore 17:00
Spazio Diamante, Via Prenestina, 230/B, Roma
Tentativo di rappresentazione di morte accidentale di un anarchico
Ideato e diretto da Marcantonio Graffeo
produzione Collettivo Teatro Immagine
Con Elisabetta Tortora, Silvia Bazzini, Davide Mercuri, Alessandro Pace, Mattia Fato, Greta Egidi, Federico Corsale, Simone Cristiani, Valerio Montanari
costumi Fabio Cicolani; contributi musicali Giorgio Li Calzi
Commedia dell'Arte Manuela Bolco
ideazione oggetti di scena Elena Cecconi | realizzazione oggetti di scena Matteo Di Mattia
tecnico luci e audio Simone Anzoino
grazie a SPIN TIME Roma e all'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio – AAMOD

Informazioni, orari e prezzi

BIGLIETTI da 12€ a 19€ -
botteghino@spaziodiamante.it; TEL. 06. 27858101; WHATSAPP +39 345 1474533
SPAZIO DIAMANTE - Via Prenestina, 230/B 00176 Roma RM

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