Il luogo più emblematico della prima guerra mondiale

La scena è una grande pagina bianca, uno spazio sospeso, un luogo che attende di vivere. In questo tempo inceppato in un puro e denso presente, il corpo di un qualsiasi soldato, anonimo e senza una precisa nazionalità, inizia a muoversi con improvvisi vuoti dell'anima. E allora riaffiorano schegge di vita nel luogo più emblematico di questa guerra lontana cento anni: la "trincea" della Prima guerra mondiale. Movimento, suono, immagini, parole per mostrare l'indicibile, la follia, la paura, la perdita di identità di quella guerra che trasforma il singolo soldato in ingranaggi di un'enorme fabbrica produttrice di morte. Su tutto la fame, di cibo, di acqua, di umanità, di relazioni per un viaggio dentro la notte della nostra "modernità". Uno spettacolo aspro, crudo, a tratti grottesco, dove il soldato è un corpo narrante, tragico baluardo di un disperato istinto di sopravvivenza, sottoposto alla casualità di un morire inutile e atroce. Non c'è un'unica storia, non c'è il racconto di un solo uomo, ma diversi istanti di vita di uomini "comuni" nelle condizioni disumane della prima guerra mondiale.

Trincea

Di M. Baliani, regia di M. Maglietta, musiche di M. Baliani, scene di L. Diana, con M. Baliani, compagnia Marche Teatro.

scritto e interpretato da Marco Baliani

regia Maria Maglietta

scene e luci Lucio Diana

musica e immagini Mirto Baliani

visual design David Loom

costumi e elementi di scena Lucio Diana, Stefania Cempini

Lo spettacolo ha ricevuto il logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionali

produzione MARCHE TEATRO

in coproduzione con Festival delle Colline Torinesi

durata 60 minuti


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