Nuova visionaria creazione dell'artista belga

Dopo le monumentali 24 ore di Mount Olympus – To glorify the cult of tragedy (presentato in esclusiva dal 30° Romaeuropa Festival e premio Ubu 2016 come migliore produzione straniera), Jan Fabre torna con una nuova visionaria creazione: BELGIAN RULES/BELGIUM RULES. A essere glorificato dai suoi 'guerrieri della bellezza' (definizione che Fabre ha dato ai suoi performer) è questa volta il Belgio, sua terra natia. Una dedica, come quella che Fellini fece alla sua Roma, attraverso tutti gli elementi che hanno fondato e reso celebre l'estetica dell'artista. «Il teatro giaceva alla nascita di questo piccolo paese e il teatro è ciò che questo piccolo paese rimarrà. Il Belgio è un paese che sta scoppiando tra burocrazia e formalità forzata. Uno Stato artificiale e instabile, utilizzato come palcoscenico per guerre altrui» afferma Edith Cassiers, assistente alla drammaturgia. Con la composizione musicale di Andrew Van Ostade, i testi di Johan de Boose e più di 15 performer in scena, BELGIAN RULES/BELGIUM RULES scompagina l'immaginario e la cultura di un intero paese, terra di sangue e di guerre, terra di Rubens, di Bosch, di Bruegel e di Magritte, ma anche di birre e patatine fritte. Un autoritratto teatrale ironico e tagliente, riflesso nell'immagine dell'Europa tutta.


Un viaggio lungo 100 giorni quello di Romaeuropa Festival 2017, per raccontare le storie degli oltre trecento artisti ospiti attraverso una mappa tematica e narrativa che va oltre i soliti confini. Musica, teatro, danza, circo e arti visive lasciano spazio a storie potenti, visioni, racconti di sé ed esperienze da condividere. Where are we now? È quello che chiede e si chiede REf17. La risposta si trova nelle 24 location che, dal 20 settembre al 2 dicembre, fanno della città di Roma il centro culturale internazionale del mondo contemporaneo.

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