All'interno della Rassegna Notti d'Estate

A cent'anni dall'entrata in guerra nel primo conflitto mondiale, la reminescenza storica può far ripescare i ricordi della scuola dell'obbligo, ma se non si rivivono i palpiti, il terrore, la fame, il freddo, l'orgoglio dell'assalto e della difesa della bandiera, il patimento per un amore lontano, non si coglie il senso di quella che fu una vera e propria carneficina, un massacro spaventoso. Fu la prima prova dell'Italia unita.

Il teatro ha questa forza morale: è energia al presente, può farci ricordare chi siamo e su quali sofferenze si basa la nostra identità. Soltanto trasmettendo ai nostri figli questa consapevolezza, possiamo sperare in un'avvenire migliore.

Lo spettacolo mette insieme, fianco a fianco giovani provenienti da più regioni d'Italia, con i loro dialetti, le inflessioni, gli umori, gli ideali, i ceti più diversi.

Un affresco onirico e storico in cui accanto ai fatti, alle ricostruzioni, trovano spazio ideazioni, ricerche, sonorità, emozioni e paure di questa guerra totale; inutile come tutte le guerre.

Lo spettacolo è dedicato ai bisnonni che vi parteciparono.

Francesco Sala

Scritto e diretto da Francesco Sala

Ideazione Viola Pornaro

Con Roberto Citran

e dieci allievi-attori provenienti dalle scuole di teatro

Disegno luci Paolo Macioci

Costumi Fabrizia Magnini


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