Uno spettacolo che tratta dell'impotenza degli esseri umani di fronte alla “banalità del male”

“Quel che ora penso veramente è che il male non è mai 'radicale', ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca.

Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla superficie come un fungo.

Esso 'sfida' il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla.

Questa è la sua 'banalità'.

Solo il bene è profondo e può essere radicale.”

Hannah Arendt

Scritto da Tony Kushner nel 1985, A bright room called day (trad. Un posto luminoso chiamato giorno) tratta dell'impotenza degli esseri umani di fronte a quella “banalità del male” che si perpetua nella Storia sempre con le stesse dinamiche dirompenti.

Una pièce dalla sensibilità fortemente moderna, con un linguaggio fluido e brillante, che oscilla tra i toni della sit-com e il monologo shakespeariano, con risvolti inevitabilmente tragicomici quanto drammatici.

Uno spettacolo intriso di suggestioni brechtiane, dalla vibrante forza civile, che ci costringe a rivolgere un pensiero ai meccanismi del potere, nelle sue piccole e grandi manifestazioni, e a ridefinire la nostra identità in senso umano, prima che sociale e politico.

LO SPETTACOLO

Berlino 1932.

Amici, ospiti, compagni di vita.

Differenti visioni dello stesso mondo e mondi diversi si incontrano e si scontrano nel salotto di Agnes Eggling, attrice caratterista del cinema muto tedesco.

L'esule ungherese Vealtnic Husz, cineasta e compagno di Agnes, che ha perso un occhio durante la rivoluzione del 1919.

Annabella Gotchling, grafica pubblicitaria militante nel KPD, il Partito Comunista Tedesco.

L’aspirante starlette Paulinka Erdnuss, frivola e disincantata, ma con seri problemi di droga e alcool.

L’omosessuale Gregor Bazwald, detto “Baz”, impiegato presso l’Istituto per la Sessualità Umana di Berlino.

Tutti piccoli protagonisti dell’orizzonte culturale tedesco, in profondo conflitto ideologico tra loro, ma prima o poi costretti ad ammettere la propria inermità di fronte al rapido succedersi degli eventi: il crollo del sogno rivoluzionario di Weimar e l'ascesa al potere di Adolf Hitler.

Long Island 1985.

La giovane intellettuale ebrea Zillah Katz denuncia al “suo” pubblico (reale o immaginario) la propria frustrazione politica ed esistenziale.

Coro monologante sguinzagliato contro l'America repubblicana e neoliberista di Reagan, il suo è un punto di vista più moderno e disincantato, ma non meno palpabile di quello dei protagonisti berlinesi. E nell'esprimerlo mette allo scoperto, o tenta di farlo, i meccanismi di quella stessa impotenza, sottraendola al contesto storico-sociale e proiettandola in una dimensione umana più vasta.

Forse il libro dell'Apocalisse è molto più eloquente di quanto pensiamo.

TONY KUSHNER___L'AUTORE

Tony Kushner (New York, 1956) è uno degli autori più interessanti nel panorama drammaturgico statunitense.

Cresciuto In Louisiana, attivista in movimenti politici di sinistra e per i diritti civili degli omosessuali, esordisce in teatro nel 1985 proprio con A bright room called day (1985).

Nel 1993 è vincitore del premio Pulitzer, fruttatogli grazie al pluripremiato Angels in America: a gay fantasia on national themes. Opera caleidoscopica e sterminata, nella quale Kushner affronta temi politici e di costume (neoliberismo repubblicano, omosessualità, AIDS), contaminando generi e culture diverse, mescolando fatti e personaggi reali e immaginari, kitsch, telenovela, naturalismo e squarci visionari, con l'ambizione di creare una summa sociale, culturale ed estetica degli anni '80.

Da quest'opera è stato tratto anche un film per la TV in sei puntate, diretto da Mike Nichols e prodotto dall'HBO nel 2003.

Tony Kushner è anche autore di Slavs! (1994), Death & Taxes: Hydriotaphia and Other Plays (2000), Homebody/Kabul (2001) e Only We Who Guard The Mistery Shall Be Unhappy (2003), dramma politico sull'intervento statunitense in Iraq

.

Negli ultimi anni è stato anche sceneggiatore per Steven Spielberg in Munich (2005) e Lincoln (2012).

GIAN MARIA CERVO___LA TRADUZIONE

Gian Maria Cervo (Napoli, 1970) è un drammaturgo, traduttore, direttore artistico e curatore italiano. Autore di numerose pièces, quali L’uomo più crudele (2006), da cui è stata tratta l’omonima graphic novel con disegni di Enrico D’Elia; la serie teatrale Il tempo libero (2008); Call Me God (2012), scritto in collaborazione con Marius von Mayenburg, Albert Ostermaier e Rafael Spregelburd, una coproduzione tra il Residenz Theater di Monaco di Baviera, Teatro di Roma, il Festival "Quartieri dell'Arte" e il Romaeuropa Festival. Nella stagione 2001-2002 è stato 'Hausautor' (autore residente) della Deutches Schauspielhaus di Amburgo, con Roland Schimmelpfennig e Dejan Dukovski. Dal 1997 è direttore artistico di “Quartieri dell’arte (QdA)”, festival di Viterbo dedicato alla nuova drammaturgia. È docente/tutor presso il corso di sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

VITO MANCUSI___LA REGIA

E’ attore e regista teatrale.

Tra i suoi spettacoli:

Se sapessi cantare mi salverei (2009) di Juan Mayorga; La conferenza di Yalta (2008) di Oriza Hirata per il Piccolo Teatro “Paolo Grassi” di Milano; The Baby Dance (2007) di Jane Anderson, già prodotto da Jodie Foster per HBO; Garage Olimpo (2007), dall'omonimo film di Marco Bechis sulla tragedia dei desaparecidos argentini; All strange away (2002), un inedito di Samuel Beckett in prima nazionale; Disturbi di memoria (2003), Uscita d’emergenza (2005) e Calcedonio (2007) dell’autore napoletano Manlio Santanelli; il monologo In due (2005) di Lee Hall, drammaturgo inglese tra i più importanti dell’ultima generazione e autore, tra gli altri, di Billy Elliot; Chi cazzo ha iniziato tutto questo (2002) di Dejan Dukovsky, celebre per i film La Polveriera, Balcan non è morto e Dracula per il teatro; Qualcosa nell'aria (2002) di Richard Dresser; Edoardo III (1998) di W. Shakespeare e C. Marlowe, in prima nazionale assoluta; Del Mio Globo Distratto (1998) con Corrado Pani; Penetrazioni (2001), presentato al Jackson Lane Theatre di Londra, di Gian Maria Cervo.

È anche regista documentarista e acting coach presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

LA COMPAGNIA

ANNA FERRAIOLI RAVEL / AGNES EGGLING

Nasce a Salerno nel 1988. Dopo i primi anni di formazione teatrale con G. Stella e S. Solli, gli insegnamenti di N. Karpov e M. Shmaevich, lo studio del canto e del pianoforte e diverse esperienze di studio all’estero (Londra, New York, Shanghai), nel 2012 si diploma come attrice presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Tra i suoi lavori più importanti a teatro, in qualità di protagonista, L’Illusion Comique di P. Corneille al Teatro India, con la regia di A. Maggi; Il Flauto Magico di W. A. Mozart, al Teatro Piccolo Eliseo, con la regia di M. Tarasco; A Galway Girl di G. Aron, al Teatro Cometa Off, con la regia di V. Franchi; il musical Rent di J. Larson, al Teatro Trianon di Napoli, regia di E. M. Lamanna. Nel 2013 è vincitrice di nove premi come Migliore Attrice per il cortometraggio Ci vuole un fisico di A. Tamburini, lavora per il cinema nei film Non Scomparire di P. Reggiani e La mia prima volta di C. Serughetti, e, per la televisione, è protagonista di varie fiction in onda su Canale 5.

SABRIE KHAMISS / PAULINKA ERDNUSS

Nasce a Roma nel 1990. Diplomata nel 2012 come attrice presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà., la sua attività si divide tra cinema e teatro. Nel 2013 si trasferisce a Londra, dove diventa membro dell'Actors Centre e frequenta seminari di “tecnica Meisner” con il regista Scott Williams. Nel 2011 partecipa al film A Monthana con Sergio Rubini, diretto da Vicente Ferraz, e a pièces teatrali, come Amicizia e Pericolosamente di Eduardo De Filippo e Addio al calcio, con la regia di Marco Belocchi, presentato al Festival Quartieri dell'Arte 2012.

ANDREA LUCENTE / HERR GOTTFRIED SWEETS

Nato a Roma nel 1989, frequenta corsi di Acting e Training presso l'Accademia Beatrice Bracco di Roma e nel 2012 si diploma come attore presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà, specializzandosi alla Shangai Theatre Acadermy. Nel 2008 è protagonista del lungometraggio Nient'altro che noi, con la regia di Angelo Antonucci, e nel 2010 è nel cast di Tiro a vuoto, cortometraggio diretto da Roberto Zazzara. Per il teatro, nel 2010 partecipa a È un bambino che parla e che dice..., spettacolo inedito diretto da Valentina Esposito presso il Teatro Argentina e la Sala Umberto di Roma; nel 2011 è diretto da Long Junjie (direttore della Shangai Theatre Academy) ne L'orfano di Zhao, di anonimo cinese; nel 2012 è protagonista del Faust di Fernando Pessoa, per la regia di Alessio Pizzech.

ILARIA MARCELLI / ZILLAH KATZ

Nata a Roma nel 1988, frequenta il corso di recitazione presso la scuola Teatro Azione di Roma e nel 2012 si diploma come attrice presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Protagonista in passato di diversi spot, videoclip e cortometraggi, la sua attività si svolge ora prevalentemente in ambito teatrale.

CHIARA PAOLI / ANNABELLA GOTCHLING

Nata a Pisa nel 1990, nel 2012 si diploma coma attrice presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Tra le sue principali esperienze lavorative vi sono alcuni film per il cinema: Lezione 21 di Alessandro Baricco, Un gioco da ragazze di Matteo Rovere nel 2008, Passione Sinistra di Marco Ponti nel 2013. Nel 2013 partecipa inoltre al film per la tv La mia bella famiglia italiana, diretto da Olaf Kreisen, in onda su Rai Uno.

MICHELA RONCI / ROSA MALEK

Nasce a Velletri nel 1987. Nel 2011 si diploma come attrice presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Nel 2011 è diretta da Vito Mancusi in Boston Marriage, da David Warren in World Theater, da Furio Andreotti in Yard Gal e da Gennaro Duccilli nel Caligola di A. Camus. Dal 2013 collabora attivamente con il collettivo InternoEnki (Premio Ustica 2013 con lo spettacolo M.E.D.E.A. - Big Oil). Nel 2012 collabora con Marco Risi nel videoclip Undici di Shell Shapiro. È membro del laboratorio permanente di Alessandro Prete. Nel 2014 è protagonista al Teatro Tor di Nona di Roma con Piantando chiodi nel pavimento con la fronte, per la regia di Roberto Negri, e collabora con Luca Lucini nel cortometraggio Hands.

SIMONE RUGGIERO / EMIL TRAUM

Nasce a Roma nel 1989. Frequenta il corso di formazione Shakespeare on stage e nel 2012 si diploma come attore presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Partecipa a numerosi spettacoli teatrali, tra cui Molto rumore per nulla al teatro Colosseo di Roma. Nel 2013 è in scena al Teatro Eliseo di Roma con La donna del mare di Ibsen e fa parte del cast di Romeo e Giulietta, al Silvano Toti Globe Theatre di Roma, con la regia di Gigi Proietti. Negli anni si interessa anche alla regia, realizzando cortometraggi, serie-web e spettacoli teatrali.

MATTEO VIGNATI / GREGOR BAZWALD alias BAZ

Nato a Pavia nel 1987, nel 2008 si diploma come danzatore e performer al M.A.S. Music Arts & Show di Milano, lavorando poi in vari musical nazionali e in TV (Rai Due, Boing, Disney Channel). Dopo un corso avanzato di metodo Strasberg e un laboratorio con César Brie, nel 2013 si diploma come attore presso il Centro Sperimentale di Cinematografia a Cinecittà. Nel 2013 recita ne L’intrepido, ultimo film di Gianni Amelio; collabora con il collettivo InternoEnki, vincitore del Premio Ustica 2013 con lo spettacolo M.E.D.E.A. – Big Oil. Nel 2014, con la supervisione di Claudio Longhi e di “Ratto d'Europa” (Premio Speciale Ubu 2013), collabora con E.R.T. Emilia Romagna Teatro Fondazione in un progetto di networking sociale e attività teatrali nelle zone terremotate e alluvionate. È Romeo Montecchi nel Romeo e Giulietta diretto da Gigi Proietti al Silvano Toti Globe Theatre di Roma.

POSTO LUMINOSO CHIAMATO GIORNO

regia di Vito Mancusi

con (in ordine alfabetico):

Anna Ferraioli Ravel

Andrea Lucente

Chiara Paoli

Simone Ruggiero

Sabrie Khamiss

Ilaria Marcelli

Michela Ronci

Matteo Vignati


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