Due esseri umani dimenticati, un salotto pieno di polvere, vecchie musicassette...

UN QUALCHE RUMORE FA

Da un testo di Romina Paula

Traduzione e Regia Alice Ferranti

Sinossi

Carota e Nacho sono due fratelli che vivono insieme nella loro casa a Miramar, sulla costa atlantica argentina. Tutta l'azione si svolge nell'arco di due giorni d'autunno.

I due vivono soli dopo l'improvvisa morte della madre, finché Mariana arriva nella vecchia casa per una visita inattesa. Mariana, Carota e Nacho sono cugini cresciuti insieme ma ora non si vedono da anni. Mariana si accorge presto di non essere la benvenuta ma accetta il suo ruolo di "intrusa" e si inserisce nella vita della casa. Attraverso di lei vediamo la condizione in cui i due fratelli vivono: Carota ha perso la memoria e Nacho è rimasto intrappolato in un presente apparentemente senza via d'uscita.

La presenza della ragazza e la sua irriducibile spinta verso il rinnovamento e la vita scuote i due e comincia a scardinare il loro equilibrio, risvegliando nei fratelli istinti primordiali e con questi la voglia di vivere.

Vecchie passioni si riaccendono innescando una dinamica pericolosa, finché un gioco innocente si trasforma all'improvviso sfiorando

la violenza domestica. In questo stato confusionale i fratelli riescono finalmente ad affrontare i loro fantasmi e il passato ma capiscono che il ménage à trois non può continuare. Prima mettono la ragazza alla porta ma poi decidono di offrirle un'ultima notte di ospitalità.

Ore dopo, la ragazza è distesa ai loro piedi e Carota racconta la trama de "L'intrusa" di Borges. Sembra il finale di una moderna tragedia, quando Mariana inaspettatamente si muove sotto le lenzuola e le luci si spengono, lasciandoci con il fiato sospeso.

Note di regia

Due esseri umani dimenticati, un salotto pieno di polvere, vecchie musicassette, stanze chiuse e scale che nessuno sale più.

Una giovane donna in fuga da sé stessa e in cerca di un posto dove ricominciare.

Un ritorno.

Una casa in riva all'oceano, tre anime abbandonate.

In questa casa dove tutto è silenzio, un silenzio che nasconde la paura di vivere, c'è qualcosa che, ormai, un qualche rumore lo fa.

Il testo è elaborato secondo un metodo di scrittura scenica che porta i cambi di stato dei personaggi in primo piano rispetto al plot. Gli eventi si susseguono ma lo spettatore si accorge subito che tutto potrebbe cambiare con un gesto, un sorriso, una parola.

Come nella vita.

Mescolando realismo e dimensione onirica, lo spettacolo è fondato perciò sui rapporti tra i personaggi e porta in scena una scrittura intrisa di tenerezza, eros e ironia che oscilla sempre tra il registro comico e quello drammatico, in un continuo esercizio emotivo sia per gli attori che per il pubblico.

Romina Paula affronta il tema della famiglia disfunzionale e i suoi lati oscuri - un tema classico del- la drammaturgia argentina - del suo delicato equilibrio e di un amore che diventa dipendenza perché insieme ci si protegge dal dolore. Scrive, insieme agli attori, una storia che mette in gioco il nostro rapporto con la memoria e con l'altro, con il futuro e la sua negazione, obbligandoli a muoversi in una drammaturgia senza rete di protezione.

Indaga il limite tra l'auto-conservazione e gli obblighi dati dagli affetti profondi, in una lotta all'ultimo sangue in cui chi rimane solo soccombe. Oppure è libero. Forse. E ci pone una domanda: quanto siamo disposti a combattere per la nostra felicità e realizzazione?

Il cambiamento è una piccola morte, la vita si rinnova perdendo le vecchie forme e noi, oggi, come loro, bloccati in questo nostro presente sociale 'immutabile' siamo davvero pronti a rompere tutto pur di andare avanti?

"Un qualche rumore fa" è stato scritto all'indomani di una delle più grandi crisi economiche argenti- ne, quella che nel 2001 portò il Paese sull'orlo della bancarotta, da una giovane donna che all'epoca aveva poco più di vent'anni. Il testo ha una sua delicatezza e non pone domande in maniera diretta ma dentro c'è tutta la frustrazione, il senso di disfatta e di imminente pericolo, i nervi a fior di pelle e il bisogno di andare avanti nonostante tutto che noi, oggi, da questo lato dell'oceano, conosciamo così bene.

Cast

Regia Alice Ferranti

Con Antonio Bannò, Federico Brugnone e Alice Ferranti

Voce Angiola Baggi

Assistente alla regia Alessia Pellegrino

Scene Emiliano Gisolfi

Costumi Francesca Rizzello

Suono Lorenzo Terenzi


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