La commedia: “’NO PASTICCIO”

Giovannino, marito della gelosa e sospettosa Giulietta, dedito alla bella vita ed alle avventure con le donne, che copre con la sua attività di medico, per rafforzare il suo stile di vita e garantirsi un’adeguata complicità, scrive all’amico Felice Sciosciammocca invitandolo a raggiungerlo lusingandolo con la possibilità di sposare Mariuccia, sua cognata, portatrice di una ricca dote.
Felice, ricevuto all’arrivo da Angiolella, la serva, dalle parole di questa comprende che la cosa non sarà poi così semplice. Ed infatti dopo aver parlato con Giovannino che, pur rappresentandogli qualche difficoltà, lo invoglia ricordandogli la dote e la possibilità di una vita di agi ed incontri galanti, ne ha conferma dal colloquio con Don Pasquale, notaio e padre di Giulietta e Mariuccia, il quale gli espone quale duro percorso dovrà seguire per sposare la ragazza. Felice accetta, inconsapevole dei sentimenti che Mariuccia prova per Eduardo del quale è innamorata a dispetto del divieto del padre che non vede di buon occhio lo stile di vita del giovane.
Don Pasquale fa di tutto per agevolare il genero, Giovannino e l’aspirante, Felice, mettendo a loro disposizione uno studio in casa sua, e pubblicizzando per tutta Napoli la loro professione di medici, incurante delle lamentele di Giulietta e Mariuccia.

La perseveranza di Giulietta la porta a scoprire inequivocabili prove dei tradimenti di Giovannino, che presenta al padre appoggiata dalla sorella Mariuccia. Don Pasquale convoca il genero, che abilmente si prende gioco di lui riuscendo, con la complicità di Felice, a farla franca ancora una volta. L’arrivo di un cliente, Attanasio Pirosicco, che fa allontanare Don Pasquale, permette a Giulietta di affrontare Giovannino con la promessa di vendicarsi per la sua condotta ed a Mariuccia di minacciare Felice.
Nel frattempo Attanasio racconta a Don Pasquale di essersi rivolto a lui per fare testamento, in quanto ha deciso di uccidere Faustina, la sua amante ballerina del San Carlo, ed il suo spasimante; questo nonostante sia promesso sposo di Cecilia nipote di donna Nunziata amica di Don Pasquale.
Da questo punto in poi sarà un susseguirsi di vicende e di personaggi, in un tourbillon di situazioni.
Dapprima l’arrivo di Bettina, sorella di una giovane sarta sedotta ed abbandonata da Giovannino, presentatosi come Felice per non farsi scoprire, che chiede giustizia per la sorella minacciando i due amici; poi Faustina, la ballerina, che stanca della corte di Attanasio, ha una storia sempre con Giovannino; quindi Cecilia con la zia Donna Nunziata, che racconta a Don Pasquale di come la ragazza abbia riconosciuto in Faustina, vista ballare al San Carlo, la sorella scomparsa da anni ed invitata alla festa che sarà data in serata; infine Teresina altra donna vittima del “donnaiolo” Giovannino.
Nonostante tutto Giovannino, sempre avallato ed e accompagnato dal fido Felice, raggiunge Faustina all’appuntamento preso con lei in una trattoria, dove però in sequenza prima di Faustina sopraggiungono anche Edoardo, Attanasio, Giulietta, Don Pasquale, Mariuccia e Bettina, tra lo stupore di Gaetano, il parrucchiere, e Luigi, il garzone della trattoria.
È una girandola rocambolesca di imbrogli, equivoci e colpi di scena, dove la situazione rischia di precipitare di continuo. Mentre Giovannino riesce a fuggire, Felice a malapena riesce a trovare scampo in casa di Donna Nunziata, dove è in corso la festa.
Ed è qui che trova l’epilogo la commedia, non senza altri colpi di scena, tra i quali l’arrivo di Alfredo, innamorato di Cecilia.
Riuscirà Felice a sposare Mariuccia? La farà franca Giovannino con Giulietta? E cosa ne sarà di Pirosicco, innamorato di Faustina? Ed Eduardo desiderato da Mariuccia? E Cecilia ed Alfredo?

EDUARDO SCARPETTA e il suo teatro

A Napoli, sulla facciata della villa di Scarpetta, al Vomero, ancora si legge: “QUI RIDO IO !” Questo è il fine del teatro di Scarpetta: far ridere ad ogni costo.
Una costante di questo teatro è il contrasto fra ideale e reale, fra quotidianità e sogno, fra quel che si desidera, che si vorrebbe, che sarebbe giusto avere, e quel che gli altri ti costringono a fare o ti tolgono.
L’irreale, il fantasioso, l’inverosimile sono le costanti che emblematizzano la finzione. L’uomo può scrollarsi per qualche attimo del quotidiano immutabile sognando il miracolo che fa vivere il teatro, teatro che prima ti propone il quotidiano, poi ti riscatta col miracolo.
Un teatro per sognare, quello di Scarpetta, che offre un momento di sosta, un’occasione per recuperare energia e respiro e poi riprendere il cammino nella palude della vita.
Un teatro per tutti, dove fra vita e scena scarpettiana non esiste differenza alcuna.
Eduardo Scarpetta nasce a Napoli il 13 marzo 1853 e, dopo aver fatto le sue prime esperienze a quindici anni alla Partenope, debutta nella compagnia del San Carlino nel 1871. Alla morte del famoso Petito il nome di Scarpetta già quasi eguaglia quello grande attore del San Carlino.
Nel 1880 debutta al San Carlino, dopo averlo restaurato, con “Presentazione di una compagnia di comici”; inizia un periodo felicissimo che dura fino al 1884 quando il teatro viene demolito sulla spinta delle innovazioni architettoniche che investono la città.
Quello che viene considerato il suo capolavoro è del 1888: “Miseria e Nobiltà” che va in scena al Teatro del Fondo.
Di li a poco inizia la fase discendente, intristita dall’aggressione degli intellettuali per le sue opere.
“Il medico dei pazzi” del 1908 è il suo canto del cigno, prima di ritirarsi dalle scene l’anno successivo per poi spegnersi il 29 novembre 1925.

Informazioni, orari e prezzi

Teatro della Visitazione

ore 21.00

Info: 3289184200

info@teatrovisibile.it

Dove e quando

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