Uno squarcio di vita di due amici-nemici

Bradisismo, precarietà, ricordi, paure, sospetti… sono alcuni degli “ingredienti” presenti nella commedia, o meglio ancora nella tragicommedia USCITA DI EMERGENZA scritta da Manlio Santanelli che vede in scena - al Teatro della Cometa dal 7 al 25 gennaio 2015 - Vittorio Viviani e Gino Auriuso per la regia di Enrico Maria Lamanna.

Santanelli, autore, scrittore contemporaneo e partenopeo, si perché solo un napoletano doc, verace, poteva così efficacemente raccontare uno squarcio di vita di due amici-nemici (Pacebbene e Cirillo) rinchiusi in una “catapecchia pericolante” qual è la loro casa, in una Napoli soffocata dal fenomeno del bradisismo, dove i colori caldi e veraci del mare,del sole,delle strade, dei quartieri,del popolo, lasciano spazio all’intenso grigiore che regna tra le mura domestiche dove si ritrovano i due protagonisti. Loro hanno scelto volutamente l’ isolamento, la rottura, il distacco dal mondo esterno, mai uscire di casa se non per estrema necessità per poi rientrarci in fretta, come braccati da un cacciatore senza pietà nella propria tana disfatta, in rovina, vuota, triste… ma per loro unica certezza, unico luogo dove sentirsi protetti. In questa precarietà materiale e morale, Pacebbene e Cirillo si raccontano, si confrontano, sfidandosi come in un incontro di pugilato, sferrando tremendi colpi bassi che lacerano l’animo e la dignità. Non mancano, nel corso della commedia, momenti di comicità, spesso amara, come ama definirla l’autore. Tra l’ ex sacrestano Pacebbene e l’ex suggeritore teatrale Cirillo non c’è un attimo di respiro, la loro vita, gli amori,la religione, le gioie, le donne, le sconfitte, le vittorie, il dramma quotidiano con cui sono costretti a vivere per scelta, sono immagini che scorrono veloci come in un vecchio caleidoscopio che proietta al pubblico due uomini segnati dagli eventi, con l’ anima piena di crepe generate dal “bradisismo" della vita.

Quella di Manlio Santanelli è una scrittura fitta di deliranti paradossi e di metafore iperboliche, eppure solidamente immediata, una scrittura dai confini aperti, dove è presente, da un lato, una deviazione, uno straniamento verso l’assurdo, dall’altro, un alto coefficiente di teatralità, evidente nella fortissima percettività corporea, una corporeità imperfetta, che caratterizza quasi tutti i suoi personaggi.

Il bradisismo, consistente in un periodico abbassamento o innalzamento del livello del suolo relativamente lento sulla scala dei tempi umani (normalmente è nell'ordine di 1 cm per anno) ma molto veloce rispetto ai tempi geologici. Esso non è avvertibile in se stesso, ma riconoscibile visivamente lungo la riva del mare, mostrando la progressiva emersione o sommersione di edifici, coste, territori.

In USCITA D’EMERGENZA il bradisismo dunque è metafora della vita, La terra che trema viene a configurarsi come metafora dell'instabilità dell'uomo, dell'infelicità. Siamo parte del paesaggio in cui viviamo e il paesaggio è parte di noi. I movimenti incerti della terra, scuotono le nostre certezze e difficilmente le ricostruzioni riescono a colmare i vuoti.

USCITA DI EMERGENZA

di

Manlio Santanelli

con

Vittorio Viviani e Gino Auriuso

regia

Enrico Maria Lamanna

Aiuto regia: Augusto Casella

Scene: Massimiliano Nocente

Costumi: Teresa Acone

Grafica: Overlook

Organizzazione: Maria Francesca Serpe


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