La storia di Cirillo e Pacebbene

Uscita d'emergenza è la prima e più conosciuta opera di Manlio Santanelli.

E' la storia di Cirillo e Pacebbene, ex suggeritore di teatro il primo, ex sacrestano il secondo. Due uomini diversi, ma in fondo simili, che per motivi differenti rimangono da soli, senza un tetto sotto cui vivere, accompagnati solo dai bei ricordi del tempo passato; così si ritrovano a vivere insieme in un quartiere disabitato di Napoli, poiché colpito dal terremoto, o meglio, dal bradisismo.

Questa casa e questo quartiere diventano la prigione dalla quale non riescono ad uscire, dietro ripetuti e ingannatori tentativi di abbandonarla, trattenuti dalla nostalgia per un passato che non può ritornare.

Solitudine, incomunicabilità tra gli esseri umani e precarietà dell'esistenza stessa, temi ricorrenti della produzione santanelliana, prendono vigore in questo spettacolo dove, attraverso lo svuotamento delle parole e dei dialoghi, che sembrano non avere significato alcuno, si vuole riflettere il senso di svuotamento della società dai valori e dalle tradizioni. Nello stesso tempo, però, questi dialoghi surreali lasciano spazio a una comicità, tipica della scrittura di Santanelli, che rende un po' più sopportabile l'atmosfera di sospensione, di attesa che attraversa la pièce teatrale.

Il bradisismo, protagonista anch'esso dell'opera, sta a simboleggiare la devastazione che ha colpito gli antichi equilibri che sorreggevano parole, affetti e azioni. I due protagonisti, attraverso il loro sfogo, tentano un'uscita d'emergenza da questa devastazione. Riusciranno, però, rimpianti, equivoci e recriminazioni del passato a consentire il superamento di questa empasse o ad aver la meglio sarà il trionfo del vuoto quotidiano, senza lieto fine.

Non c'è più religione, non c'è più teatro, non c'è più città.

Uscita di emergenza

di Manlio Santanelli

adattamento e regia di Davide Fasano e Valerio Villa

con Davide Fasano e Valerio Villa Scenografie: Marco Maradei

Luci e suoni: Federico Fiordigigli

Scheda artistica Davide Fasano

Si diploma presso l'Accademia di Arti Drammatiche "Teatro senza Tempo" di Roma, studiando con Antonio Nobili, Mery Ferrara, Edy Angelillo, Giulia Innocenti, Alfredo Troiano, Mattia di Napoli, Dario Bandiera, Anna Maria Achilli. Con Teatro Senza tempo porta in scena vari spettacoli tra cui "Il Dracula", "Sogno di Una Notte di Mezza Estate", "Odissea, "Il Mondo è la terra di Caino", "Club2.7", "I Pretendenti alla Corona". "Il fantasma di Canterville" , "Il Ventaglio di Lady Windermere", "Piovono Pallottole", "La Tempesta", "Orribilmente" e "Attori per Caso".

Con il Castello delle Favole è nel cast di: "Peter Pan", "Pinocchio", "Il Gatto con gli stivali", "Aladino", "La Sirenetta", "Le storie di Alessandro", "Raperonzolo" e "Canto di Natale".

Nasce a Castrovillari (Cs) nel 1996. Sin da piccolo mostra grande interesse per il Teatro, divertendosi a fare spettacolini per amici e parenti. Nel 2007 entra a far Parte de "La Compagnia Del Cucco" di Mormanno (Cs) con la quale porta in scena: "Sola Andata" di Erri De Luca(2017) . "Il Prigioniero della Seconda Strada" di Simon(2015) che lo vede vincitore di tre premi come Migliore Attore Protagonista. "We Believe"(2016). "Spirito Allegro" di Coward,(2014) "13 a Tavola" di Sauvajon,(2012) "A me gli occhi" di Feydeau (2011). Dal 2012 inizia a frequentare vari corsi di Teatro con i maestri: Valter Malosti, Tindaro Granata, Dario De Luca, Ernesto Orrico. Nel 2014 partecipa al Festival "Primavera dei Teatri" con lo spettacolo "Scarpestrette" di Rita De Donato. Nello stesso anno prende parte al Film "La Croce e la Stella" di Salvatore Lo Piano. Inoltre porta in scena con la Compagnia delle Origini di Roma il "Diavolo Bianco" di Webster. Nel 2016 prende parte all'ultimo lavoro della compagnia Scena Verticale "Il Vangelo Secondo Antonio" attualmente in tournèe in tutta Italia. Nel 2017 vince il premio Migliore attore emergente al Festival "Quadrato in Scena di Corigliano Calabro.

Nel 2018 frequenta la scuola di Teatro della Fita "ITAF" diretta da Daniele Franci con la quale debutta in Belgio e in Olanda con lo spettacolo "180 La legge dei matti". Inoltre torna al festival Primavera Dei Teatri con "Il Diario di Adamo ed Eva" prodotto della compagnia Scena Verticale. Nello stesso anno porta in scena "Uscita di Emergenza" di Manlio Santanelli firmandone in collaborazione con Valerio Villa anche adattamento e regia. Attualmente in tournée nazionale con lo spettacolo "Dio Arriverà all'alba omaggio Ad Alda Merini" scritto e diretto da Antonio Nobili.

Scheda artistica

Valerio Villa

Fin da piccolo mostra grande propensione per l'arte nel suo insieme, in particolare per la musica, il canto e la recitazione.

Dopo due anni di laboratorio teatrale, vince una borse di studio per l'accademia "Teatrosenzatempo" in cui si diploma con maestri quali, tra gli altri, Antonio Nobili, Mary Ferrara, Edy Angelillo, Giulia Innocenti, Anna Maria Achilli, Alfredo Troiano, Pietro De Silva, Sofia Bolognini, Cathy Marchand, Melissa Caputo e Emiliano Begni.

Un giovane attore che si dimostra versatile ed artisticamente maturo, avendo preso parte a numerose produzioni brillanti e drammatiche quali tra le altre: l'Odissea di Omero (Ulisse) – Dracula di Bram Stoker

– Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare (Lisandro) – Il mondo è la terra di caino, scritto da Antonio Nobili e diretto da Sofia Bolognini – De Profundis di Oscar Wilde (Robert Ross) – Il canto di Natale (Fred) – Piovono pallottole, liberamente tratto dal capolavoro di Woody Allen "Pallottole su Broadway" (David Shane) – La Tempesta di William Shakespeare (Prospero) – Dio arriverà all'alba, scritto e diretto da Antonio Nobili (Paolo).

Nello spettacolo "Uscita di emergenza" di Manlio Santanelli adattato e diretto in collaborazione con Davide Fasano interpreta il ruolo dell'ex sacrestano Pacebbene fuggito dalla sua precedente vita per ragioni inconfessabili. Nel suo isolamento autoindotto rimane ancorato alle poche cose che ancora gli danno conforto in questo mondo affidandosi a tradizioni e superstizioni, e ad una forzata convivenza che si farà ultimo baluardo di una relazione umana e vivificante, seppur costellata di continui fraintendimenti dispetti e baruffe, con l'ex suggeritore di teatro Cirillo, caduto anch'egli in rovina per ragioni completamente diverse. La distanza apparentemente incolmabile tra i due, troverà la sua sintesi negli eventi e nelle confessioni a cui quella disgraziata quotidianità li condurrà.

Note di regia

In un quartiere napoletano martoriato dalla povertà e afflitto dal bradisismo, Cirillo e Pacebbene, i due protagonisti dal vissuto apparentemente antitetico, si ritrovano a condividere ciascuno con le stimmate del proprio peccato, la quotidianità di una vita che si limita a mostrare il suo sguardo più severo e spaventoso. Cirillo è un ex suggeritore di teatro (in francese ''suffler'') che evoca i lustri di una vita benevola vissuta 'in trasferta' rispetto ad una quotidianità familiare che difatti, gli volterà le spalle. È lui l'artista che crede di seguire il suo ideale seguendo un'altra forma dell'ambizione. Pacebbene è un mistico, ex sagrestano, che fa del suo cuore un tempio sacro in cui faticosamente serbare il dolore di una pena senza un significativo peccato. Due ultimi tra gli ultimi, due uomini alla ricerca del Dio pietoso dei vinti. La povertà materiale si innesta sulla precarietà afflitta dal bradisismo, metafora di un tema comune ed universale, quello dell'indiscussa lotta dell'uomo per l'esistenza. La vaga bramosia dell'ignoto ha la sua sorgente nel ''rifugio'' instabile in cui nessuno è al sicuro dalla lotta per la vita. In una quasi commovente saga familiare, l'abitudinarietà schietta e incerta, grida la sua disperazione tra gli esilaranti dialoghi che si arricchiscono di tutte le mezze tinte dei sentimenti e degli artifici della parola, onde evitare di smascherare la possibilità di un'uscita di emergenza. Una conquista grandiosa nel suo risultato, eppure ambita solo da lontano.

Lo spazio scenico incorniciato da un tappeto bisunto e ammuffito, costituisce il ring nel quale si accende il

conflitto scenico tra i personaggi che mantiene alta l'attenzione dello spettatore in un botta e risposta di provocazioni e baruffe ''del non sense''. Solo lo spettatore, travolto anch'esso dall'incertezza, con tenerezza, ha il diritto di interessarsi a loro. In questo contesto, seguito dal naufragio della provvidenza, la loro condizione è legata alla fatale immobilità. Vinti deposti sulla riva dalla corrente, vinti che levano braccia disperatamente e piegano il capo sotto le macerie sopravvissute. Anche a loro.

L'autore

Manlio Santanelli è nato a Napoli. Laureato in Filosofia del Diritto, nel 1962 entra in Rai, dove resta fino al 1980, anno in cui mette in scena il suo primo testo teatrale, Uscita di emergenza, Premio IDI (Istituto Dramma Italiano) e Premio dell'Associazione Nazionale Critici Italiani.[senza fonte] Nel 1984 va in scena Le sofferenze d'amore, testo dal quale viene tratto un radiodramma che vince nel 1985 il Premio Speciale della Critica del Prix Italia[senza fonte] Seguono numerosi altri testi, tra i quali Regina Madre, Bellavita Carolina, Disturbi di memoria, Un eccesso di zelo. La commedia Pulcinella, con Massimo Ranieri e per la regia di Maurizio Scaparro, dal debutto nel 1987 non ha smesso di girare in Italia e all'estero. Nel 1990 è uscito Ritratti di donne senza cornice, volume che raccoglie tre monologhi messi in scena in più allestimenti.

L'università di Tolosa ha pubblicato un volume dedicato al teatro napoletano, con particolare attenzione

all'autore, di cui contiene anche le traduzioni di Tu musica assassina e Facchini. Nel 2005 Bulzoni ha dato alle stampe un volume che contiene sei delle più importanti commedie che ha per titolo Manlio Santanelli – Teatro.

Nelle commedie di Santanelli si avvertono alcuni influssi del teatro dell'assurdo, soprattutto per uno stato apparente di immobilità e di apatia, unito alla follia e all'assurdità delle situazioni narrate, che però vengono superate da un'ironia tutta napoletana, grazie al particolare linguaggio adoperato dall'autore, un impasto di italiano e di dialetto che si presta a rappresentare situazioni che oscillano tra il comico e il tragico.

Dicono di noi:

"Bravissimi Davide e Valerio, ci avete fatto riflettere un po' sulle miserie umane, che non si arrestano neanche davanti all'incalzare minaccioso e reale della morte. Un riso amaro, in fondo, è una pièce profonda. La recitazione fresca, immediata talvolta istrionica, del tutto fruibile momento per momento cattura l'attenzione e non annoia mai, nonostante la lunghezza dello spettacolo; qui sta, secondo me, la vostra vera bravura: rendere questa scena a due che si prolunga per quasi due ore gradevolissima, mai pesante, seppur con tutti gli spunti di riflessione a cui ho fatto accenno all'inizio."

"Un attore è corpo, voce, emozione. la cosa più bella , a conclusione di uno spettacolo andarsene pieni di emotività e di riflessione. il rapporto con l'altro di odio-amore condiviso in uno spazio ristretto e disagiato.

Commovente il finale, grazie. Vi auguro tanto successo."

"Ci avete dato modo di riflettere sulle fragilità umane, ho riso.. ho pianto.. mi sono commossa, mi sono divertita.. in fondo la vita è questa: un miscuglio di sentimenti, di emozioni. Semplicemente unici, grandi! Un plauso va anche a Marco Maradei per la scenografia e a Federico Fiordigigli per le luci,grazie per aver impreziosito lo spettacolo..

Ad Maiora semper!"

"Bellissimo il messaggio rivolto alla solitudine che fa paura e che è riuscita a trovare una strada di benessere nell'amicizia e nella stima che i due protagonisti cercano di celare dietro le loro battute sarcastiche, anche per rendere quella vita piatta un po' più briosa! La vostra interpretazione era assolutamente perfetta ,sia in dialettica che in espressività, due personalità cosi diverse, un ansioso e un distaccato, anche l'intesa psichica dei due era perfetta e corrispondeva al vero..emozionante la scena finale,curata nei dettagli. Bravi nel gioco di luce e ombra...complimenti ad ognuno di voi. La scenografia di Marco, la maestria di Federico nella musica e gli effetti, la complicità tra Davide e Valerio... veramente merda per la vostra carriera ragazzi!"


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