La giustizia a Roma nell'età moderna

"Ce so' più teste a ponte che cocomeri al mercato", così il detto popolare romano ha descritto per lungo tempo il Ponte Sant'Angelo. Qui infatti era usanza, nell'antico Stato della Chiesa, appendere per giorni le teste decapitate dei condannati a morte come monito morale per il popolino che assisteva inerme, ma al contempo divertito, all'esecuzione sulla pubblica piazza. Cospiratori, forestieri, assassini e, infine, carbonari, finirono nelle più atroci e anguste prigioni della città, rei di aver portato scompiglio nella vita pubblica per la loro condotta e il loro pensiero. La ferrea mano della giustizia pontificia ha per molti secoli terrorizzato gli abitanti di Roma, ma contemporaneamente ha contribuito alla nascita di personaggi leggendari, tra cui è obbligatorio annoverare Beatrice Cenci e Giordano Bruno. Attraverso il racconto delle vicissitudini vissute nel corso degli ultimi anni della loro vita, si ricostruirà l'incredibile e tortuosa storia degli spazi e degli scenari in cui le punizioni corporali, gli effimeri processi, e le macabre uccisioni avevano luogo a Roma tra il XV e XIX secolo. Assieme a questi aspetti, vi racconteremo inoltre di tutti quei mestieri e ritualità che dalla morte traevano base per la loro esistenza, quali confraternite e boia.


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