Storia e curiosità del Rione Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri più caratteristici della Roma popolare, sorto in età antica alle falde del monte Aventino. Già in epoca romana vi sorgeva uno dei più importanti porti dell'Urbe, dove imponenti mezzi navali scaricavano merci di ogni tipo, soprattutto alimentari. Tuttavia, una parte della mercanzia non arrivava mai integra sulle sponde del Tevere e ciò che rimaneva di anfore in argilla, purtroppo ridotte in pezzi, veniva accatastato in un luogo adiacente al porto. Col passare dei secoli, l'accumulo di tale materiale ha prodotto l'innalzamento del suolo e la creazione di un monte artificiale, il "mons Testaceus" ("testae", dal latino, "cocci") da cui derivò l'appellativo del rione. Oggi il cosiddetto "monte dei cocci" è solo uno dei più autentici aspetti del rione, che comunque non ha perso la sua funzione mercatoria. Situato a confine con il quartiere Ostiense, Testaccio è rimasto per lungo tempo luogo di importante produzione per il mercato bovino locale in età moderna, il cui mattatoio rimane per molti l'immagine di un passato popolare, ma ricco di fascino della più autentica architettura industriale. Dopo un lungo restauro e una riqualificazione del quartiere negli ultimi anni, l'ex mattatoio è divenuto sede di uno dei più grandi poli museali d'arte contemporanea, il MACRO. Quest'ultimo è sicuramente l'emblema territoriale più rappresentativo dell'odierno rione Testaccio: una felice commistione tra l'origine popolare del luogo e la più trascinante e spettacolare arte avanguardistica contemporanea.


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