Lo sapevate che l'Isola Tiberina ha la forma di una nave? Non è un caso: nel I secolo a.C. i romani la rivestirono di blocchi di peperino e travertino sagomati a prua e a poppa, per ricordare la nave che nel 291 a.C. aveva portato a Roma il serpente sacro al dio Esculapio. La storia è questa: una pestilenza devastava la città, il Senato mandò ambasciatori al santuario del dio della medicina ad Epidauro, in Grecia. Al momento del rientro, il serpente sacro scivolò dalla nave nel Tevere e risalì da solo sull'isola — indicando così il luogo dove andava costruito il tempio. E la pestilenza cessò. Da quel momento, per oltre duemila anni, questa piccola striscia di terra in mezzo al fiume non ha mai smesso di occuparsi di malati: prima con il Tempio di Esculapio, poi con la chiesa medievale, oggi con l'ospedale Fatebenefratelli che ancora la occupa in parte.

Domenica scenderemo sotto la Basilica di San Bartolomeo in un percorso che pochi romani hanno mai visto. Nei sotterranei della chiesa sono stati riportati alla luce i blocchi di tufo del Tempio di Esculapio — gli stessi dell'isola-nave — e i resti della cripta medievale voluta dall'imperatore Ottone III di Sassonia, che alla fine del X secolo fece costruire qui una chiesa per custodire le reliquie di San Bartolomeo, apostolo scuoiato vivo. La sua pelle, secondo la tradizione, fu portata a Roma da Benevento nel 1180 e conservata in un catino di bronzo ancora murato nella navata destra.

Lo sapevate che nella chiesa si conserva anche una palla di cannone francese del 1849? Durante i bombardamenti sul Gianicolo, si schiantò in una cappella laterale mentre era in corso la messa — senza fare nessuna vittima. È ancora lì, murata nella parete. E al centro della navata, il pozzo medievale con la vera istoriata segna esattamente il punto dove sorgeva la sorgente sacra del tempio di Esculapio: lo stesso posto, duemila anni dopo.

Risaliremo poi in superficie per percorrere l'isola fino alla riva del Tevere, dove si vedono i resti del profilo a prua della nave e i due ponti antichissimi — il Fabricio del 62 a.C., il più antico di Roma ancora intatto, e il Cestio — che la collegano alle due sponde. Un posto di 300 metri per 90 che contiene più storia di interi quartieri.

Sabato 21 marzo — come funziona
Ci si ritrova alle ore 15:00 in Piazza San Bartolomeo all'Isola, nel cuore dell'Isola Tiberina. Il tour inizia alle 15:30, con Floriana, guida turistica di Roma. Auricolari inclusi.
Prezzo: 18€ a persona, visita guidata, auricolari e ingresso ai sotterranei inclusi.
Posti disponibili: massimo 25 persone.

Informazioni, orari e prezzi

Info e prenotazioni
info@nextbt.it
Tel. 339 1284318 / 347 7671316 / 375 6553077
www.nextbusinessandtravel.com

Dove e quando

Potrebbe interessarti in Visite guidate