Uno dei luoghi di sepoltura, tutt’ora in uso, più antichi in Europa

Sabato
Il cimitero acattolico di Roma rappresenta uno dei luoghi di sepoltura, tutt’ora in uso, più antichi in Europa. Si trova a ridosso di due antichi monumenti: la Piramide di Caio Cestio e le Mura Aureliane, che fanno da cornice di sfondo al Cimitero. L’ubicazione stessa del cimitero è comprensibile alla luce delle normative ecclesiastiche della Chiesa Cattolica che vietava ai non cattolici – tra cui protestanti, ebrei e ortodossi – la sepoltura in terra consacrata, per cui questi ultimi venivano inumati fuori dalle mura della città o al margine estremo delle stesse.
Il cimitero acattolico romano risale almeno al 1716 quando, stando alla documentazione ritrovata, Papa Clemente XI fornì un permesso ad alcuni membri della Corte Stuart, in esilio dall’Inghilterra, per essere sepolti di fronte alla Piramide Cestia. In seguito a questo primo episodio, il permesso si estese anche ad altre persone non cattoliche, tra cui molti giovani artisti, letterati e viaggiatori nel compimento del Grand Tour. Ad oggi la tomba più antica ritrovata al suo interno appartiene a un giovane studente di Oxford, il venticinquenne George Langton morto nel 1738. Il cimitero, riservato sin dall’inizio alla sepoltura degli stranieri, fu aperto nel corso della sua storia anche a personaggi illustri di nazionalità italiana, accolti per la loro cultura alternativa, “estranea” al pensiero comune. Tra le figure più illustri è doveroso citare dunque i poeti inglesi John Keats e Percy Shelley, il pittore tedesco Hans Von Marèes e gli italiani Carlo Emilio Gadda eAntonio Gramsci.


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