Dimore e collezionisti segreti di Roma

Giovanni Barracco, calabrese d'origine e figlio della nobiltà italiana della seconda metà dell'Ottocento, ammirato e ricordato all'epoca per la sua carica di senatore e la sua partecipazione alla commissione che elesse il re Vittorio Emanuele II, il nome di Barracco oggi resta nella memoria in rapporto con quell'elegante edificio: il Museo Barracco. Questo gioiello ha origine difatti dalla sua passione collezionistica, alimentata negli anni dall'amicizia con il direttore degli scavi di Pompei e del Museo Archeologico di Napoli e dal contatto  con una Roma post-unitaria. Questa fioritura di interessi e la progressiva raccolta di materiali nel corso di tutta la sua vita, lo portarono a costituire una vera e propria Casa-Museo, del quale egli stesso dichiarò quale fosse l'intento: quello di "formare un piccolo museo di scultura antica comparata". Il museo fu sistemato in un edificio di Corso Vittorio, fatto costruire dallo stesso Barracco all'architetto del momento, Gaetano Koch. La sede attuale del museo, la Farnesina ai Bullari, è però la nuova sistemazione in cui fu collocata la collezione a seguito della demolizione del palazzo Koch negli anni '30. Quello che ospita oggi questo gioiello, tanto ignorato dalla stessa popolazione romana, è ciò che il senatore raccolse con devozione, ricerca ed erudizione nel corso di tutta la sua vita. Una selezionata e prestigiosa collezione di opere di arte egizia, assira, etrusca, cipriota, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale, come la piccola "Ecclesia", un frammento dei mosaici dell'antica San Pietro.


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