Una visita guidata organizzata dall'Associazione Esperide

Identificato oggi dalla popolazione romana come il centro multietnico per eccellenza, il quartiere Esquilino incarna uno dei migliori esempi di "architettura umbertina" della città. Malgrado i radicali sbancamenti, operati per la realizzazione del nuovo reticolo stradale e della maestosa piazza centrale, che eliminarono la memoria delle ville, degli horti e delle persistenze archeologiche della zona, è ancora possibile scovare qua e là le tracce della storia del rione, fin dall'epoca delle prime mura serviane. La stessa Piazza Vittorio, circondata da portici secondo lo stile piemontese e vero e proprio cuore pulsante del quartiere, conserva all'interno i resti del maestoso Ninfeo di Alessandro (meglio conosciuto come "Trofei di Mario") e la misteriosa Porta Magica, così denominata per via dei simboli alchemici scolpiti su di essa. Le curiosità tuttavia esistono, nascoste, in ogni angolo del rione: da piazza Manfredo Fanti, dove oggi ha sede la Casa dell'Architettura, ospitata all'interno del bellissimo Acquario Romano, fino all'arco di Gallieno e alla chiesetta di San Vito. Scovando questi piccoli monumenti, come anche il Collegium Russicum, la chiesa di Sant'Eusebio e la piccola chiesa di Santa Bibiana, Esperide vi condurrà fino al cosiddetto Tempio di Minerva Medica. Il maestoso rudere in laterizio, fermo da secoli sul ciglio di via Giolitti e spesso visibile appieno soltanto dalla seconda classe dei treni regionali Roma-Pisa, non ha ancora trovato piena identificazione tra gli studiosi, ma fu scelto più volte come soggetto preferito dagli artisti romantici del Grand Tour, in visita nella Capitale.


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