Una visita guidata organizzata dall'Associazione Esperide

Situato nell'area compresa tra l'attuale via delle Botteghe Oscure e le sponde del Tevere che fronteggiano l'Isola Tiberina, il rione Sant'Angelo presenta oggi una delle visioni più interessanti dell'evoluzione storico artistica della città di Roma.
Attraversando gli antichi vicoli che conducono dall'area sacra di Largo Argentina al Ghetto ebraico, sarà possibile rivivere la successione edilizia del luogo a partire da importanti edifici di epoca classica quali il teatro di Balbo, il teatro di Marcello, i templi di Apollo Sosiano e di Bellona, il circo Flaminio (oggi scomparso) e il Portico d'Ottavia. Il Rione divenne un’importante area strategica nel Medioevo, qui si stabilirono le botteghe di importanti corporazioni (i calcarari, i funari etc.); sorsero inoltre, soprattutto nel Rinascimento, numerose dimore di famiglie baronali e furono risistemate le chiese di più antica fondazione di Sant’Angelo in Pescheria, nell’area del mercato del pesce (in foro piscium), e la chiesa di Santa Caterina dei Funari.
L’area è però oggi in gran parte conosciuta come il Ghetto ebraico di Roma, formatosi nel XVI secolo, dove gli ebrei rimasero isolati sino all’Ottocento, finché il Ghetto non venne definitivamente riaperto nel 1888.


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