Una visita organizzata dall'Associazione Esperide

Concepita per la prima volta all'interno del vasto piano di abbellimento e razionalizzazione della città voluto dall'amministrazione napoleonica nel 1811, la passeggiata del Pincio, assieme alla trasformazione di Piazza del Popolo, fu uno dei pochi progetti di quel piano che venne effettivamente approvato. Il progetto di Valadier, terminato nel 1823, aveva una valenza non solo urbanistica ma anche con un forte carattere sociale, dalla spiccata paternità francese. Lo scopo di collegare Porta Flaminia e Piazza del Popolo al colle del Pincio, creando così un nuovo accesso ad uno degli ingressi più importanti di Roma dell'epoca, scaturiva dall'esigenza di creare finalmente uno spazio verde che fosse il primo vero parco pubblico dei romani. Durante l'Ottocento il viale e i giardini furono poi arricchiti da numerose opere d'arredo dal carattere prevalentemente celebrativo, come l'Obelisco di Antinoo di età adrianea e i primi cinquanta busti di uomini illustri sistemati nei giardini nel 1851. Menzione speciale merita sicuramente l' Orologio ad acqua, presentato con successo all'Esposizione universale di Parigi del 1867 e collocato con grande eleganza da Ersoch al centro di un laghetto artificiale. In poco tempo il Pincio divenne meta preferita per il passeggio dei romani che, riparati da una vegetazione sempreverde accuratamente scelta dallo stesso Valadier, potevano godere di una delle viste più belle della città e dei numerosi eventi e spettacoli che allora, come oggi, venivano regolarmente organizzati.


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