Una visita guidata organizzata dall'Associazione Calipso

Volute fortemente dall'Imperatore Marco Aurelio Antonino Bassiano (detto Caracalla), le Terme Antoniniane occupavano in antico la porzione del Piccolo Aventino. La loro costruzione iniziò nel 216 d.C. ma, molto probabilmente, l'ideatore del progetto fu Settimio Severo, padre di Caracalla. Per circa un secolo l'edificio servì i cittadini di Roma e rappresentò l'edificio termale pubblico per svago e otium per eccellenza. Costituito da numerose vasche e piscine, la struttura poteva ospitare dalle seimila alle ottomila persone per volta che potevano abbandonarsi alla cura del corpo, alla lussuria, intrattenersi per operare scambi commerciali e addirittura mangiare. Vi si poteva trascorrere tutto il pomeriggio, dall'apertura (alle dodici), fino alla chiusura (il tramonto); erano frequentate da tutti i ceti sociali dietro il pagamento di un biglietto d'ingresso molto modesto, brulicavano di senatori, patrizi, matrone, poveri, ma soprattutto ladri specializzati (fures balnearii) che introducendosi negli spogliatoi, razziavano i malcapitati di ogni avere. L'accesso per i due sessi era diverso come severamente imposto dalle regole per tutte le terme pubbliche dell'impero, ma sappiamo dalle fonti che non sempre questo era applicato.


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