Nei suoi 240 ettari di estensione si nascondono i resti di sette acquedotti romani, tra cui l'Anio Vetus, Anius Novus, l'acquedotto Claudio e l'acquedotto Felice. Le grandi arcate romane e gli spettacolari pini parasole offrono una delle viste più suggestive che Roma può ancora regalare.

Qui si trovava il punto fondamentale di snodo della rete idrica dell'antica Roma, dove si intersecavano, congiungevano e sovrapponevano gli acquedotti che rifornivano la Capitale, le immense ville patrizie, le terme e le fontane. 

Tra questi giganti di pietra scorre ancora la leggenda dell'Aqua Marcia, costruita tra il 144 e il 140 a.C. dal pretore Quinto Marcio Re. Plinio il Vecchio la chiamò "clarissima aquarum omnium" - la più limpida di tutte le acque - considerandola "un dono fatto all'Urbe dagli dei". Un'opera di alta ingegneria realizzata con estrema precisione, con pendenza quasi impercettibile ma perfetta per il trasporto dell'acqua lungo distanze di diversi chilometri. 

Accanto a lei, l'imponente Acquedotto Claudio svetta come il più alto del parco, con due canali sovrapposti sulla stessa struttura: il Claudio e Anius Novus - un capolavoro che sfidava il cielo per portare vita alla città eterna.

INFO E PRENOTAZIONI
Domenica  10 maggio  2026 ore 16:00  Appuntamento ore 15:45
- Piazza Aruleno Celio Sabino 50 (davanti Chiesa San Policarpo, Metro A "Giulio Agricola") € 15 (auricolari vox inclusi)
Guida FLORIANA
Amici a 4 zampe benvenuti
Minorenni gratis con adulto pagante (pagano solo auricolare € 2,00 pp)

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