Visita guidata ad uno dei luoghi di sepoltura, tuttora in uso, più antichi in Europa

Il cimitero acattolico di Roma rappresenta uno dei luoghi di sepoltura, tuttora in uso, più antichi in Europa. Questo si trova a ridosso di due antichi monumenti: la Piramide di Caio Cestio, risalente circa al 12 a.C., e le Mura Aureliane, che fanno da cornice di sfondo al Cimitero. L'ubicazione stessa del cimitero è comprensibile alla luce delle normative ecclesiastiche della Chiesa Cattolica che vietava ai non cattolici – tra cui protestanti, ebrei ed ortodossi – la sepoltura in terra consacrata per cui questi ultimi venivano inumati fuori dalle mura della città o al margine estremo delle stesse. Il cimitero acattolico romano risale almeno al 1716 quando, stando alla documentazione ritrovata, Papa Clemente XI fornì un permesso ad alcuni membri della Corte Stuart in esilio dall'Inghilterra di essere sepolti di fronte alla Piramide Cestia. In seguito a questo primo episodio, si estese il permesso anche ad altre persone non cattoliche, tra cui molti giovani artisti, letterati e viaggiatori nel compimento del Grand Tour. Il cimitero, riservato sin dall'inizio alla sepoltura degli stranieri, fu aperto nel corso della sua storia anche a personaggi illustri di nazionalità italiana che, per la loro cultura alternativa promulgata in vita, sono stati accolti all'interno di questo cimitero. Tra le figure più illustri è doveroso citare dunque i poeti inglesi John Keats e Percy Shelley, il pittore tedesco Hans Von Marèes e gli italiani Carlo Emilio Gadda e Antonio Gramsci.


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