I cambiamenti intorno a piazza della Repubblica, da Diocleziano a Gaetano Koch

Non esiste angolo a Roma che non racconti la sua storia millenaria, neanche in quei posti che siamo ormai abituati ad osservare distrattamente con gli occhi della frenesia quotidiana. Accanto alla stazione Termini, lo snodo principale dei trasporti pubblici, alcuni resti ci ricordano la prima cinta muraria della città. Piazza della Repubblica, oggi una rotonda trafficata, porta le memorie della grande esedra delle Terme di Diocleziano, le più grandi mai costruite e, grazie agli imponenti edifici progettati dall'architetto Gaetano Koch, rappresentò l'ingresso imponente e monumentale della capitale della nuova Italia unita. La via Nazionale, che da sempre contribuisce a convogliare il traffico di turisti verso piazza Venezia e la fontana di Mario Rutelli, dove ancora qualche volta i fidanzati si fermano ad immortalare il loro viaggio a Roma. Esiste, in questa zona, una continuità storica suggerita da ogni rudere e ogni facciata. La si ritrova nel Palazzo Massimo, oggi sede del Museo Nazionale Romano, nella chiesa di San Bernardino alla Terme, forse una delle due antiche biblioteche del complesso termale, nella fontana del Mosè, mostra dell'acqua alessandrina ripristinata da Sisto V, nei Granai Clementini, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, e nella piazza stessa, che con la sua forma a emiciclo, richiama perfettamente il perimetro della grande esedra gradinata delle antiche terme.


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