Quando il genio di Borromini conquistò l'infinito

Nel 1642 Borromini consegnò il progetto della chiesa che doveva sorgere all'interno del complesso universitario della Sapienza, ed affacciarsi sul cortile disegnato da Giacomo della Porta. Borromini aveva progettato un organismo a pianta centrale dalla geometria complessa, che riusciva bene ad inserirsi nello spazio limitato rimasto a sua disposizione. Da questi vincoli egli aveva tratto un'occasione di grande libertà per creare una struttura architettonica avanguardistica e fantasiosa, ma il suo progetto rimase lettera morta per più di dieci anni.  
Nei fatti, papa Urbano VIII (Maffeo Barberini), aveva accordato piena fiducia all'artista, stima condivisa anche dal nipote del pontefice, il celebre cardinale Francesco. Che cosa era successo, allora?
Oscure trame di potere, contrarie ai Barberini, investirono il lavoro dell'architetto, ostacolando la costruzione di questa chiesa, una tra le più "simboliche" ed "esoteriche" di Roma. I lavori fortunatamente ripresero intorno al 1655 sotto l'impulso di Alessandro VII (Fabio Chigi) che consacrò la chiesa nel 1660, ma molti dei misteri legati alla sua costruzione rimango tali, anche in virtù del fatto che questa chiesa è aperta solo per un paio d'ore la settimana. Visitarla è un privilegio che non è toccato a molti, non fatevelo scappare!
 
Sant'Ivo alla Sapienza, quando il genio di Borromini conquistò l'infinito
Visita guidata.

La visita sarà condotta da: Catherine Velly, storica dell'arte in possesso dell'abilitazione di guida turistica della Provincia di Roma.

Durata: circa 2 ore.

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Foto tratta in rete (scatto anonimo)


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