Medioevo e Pomarancio in uno dei tesori nascosti di Roma

Consacrata da papa Simplicio (468-483), fu edificata su una parte dei castra peregrina romani, ed è oggi uno dei più complessi esempi di edifici a pianta circolare a Roma che riprendono l'impianto delle ville tardo-antiche romane o dei modelli orientali. La chiesa doveva essere stata interamente rivestita di marmi preziosi e ornata di mosaici tra il 523 e il 529, intervento di cui oggi non rimane più nulla. Resta invece il bel mosaico a fondo oro di impronta bizantineggiante e linearistica tipica del VII sec., posto nel braccio nord-orientale della chiesa. Questo fu voluto da papa Teodoro I (642-649) e raffigura i santi Primo e Feliciano, di cui il pontefice aveva fatto traslare le reliquie all'interno dell'edificio. Nel 1586 fu affidato ad Antonio Tempesta il compito di affrescare le pareti della stessa cappella del mosaico con le storie dei due martiri. A Gregorio Magno si attribuisce invece la cattedra ancora conservata all'interno della chiesa. Ulteriori interventi nel XV sec. di risistemazione dell'edificio si devono all'architetto Bernardo Rossellino mentre al XVI secolo furono affidati al Pomarancio i meravigliosi affreschi del nuovo recinto ottagonale, costruito attorno all'altare e il muro dell'ambulacro. Questi rapresentano un incredibile esemplare di scene di passione e martirio, rappresentati con sconvolgente realismo e crudezza da impressionare tutt'oggi i visitatori. Oggi Santo Stefano Rotondo è la chiesa nazionale di Ungheria in seguito alla scomparsa di Santo Stefano Minore al Vaticano, distrutta nel XVIII sec. Esperide sarà lieta di accompagnarvi alla scoperta di questo incredibile gioiellino nascosto della città di Roma e di tutta l'area dove esso sorge, il monte Celio.
La durata della visita sarà di circa un'ora e mezzo.


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