3 opera: Tamara de Lempicka "Il telefono"

Cari Amici, la terza opera che ho scelto per il mio progetto "Stare a casa è un'arte" è un dipinto di Tamara de Lempicka, intitolato "Il telefono".
La tela è la seconda versione di un soggetto analogo, con evidenti differenze: nella prima pittura, il capo è coperto da un cappello a falde larghe e dunque non si vedono i riccioli che scendono sul collo, al posto della camicia di seta a righe bianche e blu la donna indossa una semplice blusa bianca ornata con un fiore. Entrambi i quadri sono del 1930, anno laborioso per l'artista polacca: espone al Salon des Indépendants,
al Salon des Tuileries e al Salon d'Automne.
E' anche l'anno in cui al cinema esce L'angelo azzurro di Sternberg con Marlene Dietrich - la diva si fece ritrarre al telefono in una foto che documentò una delle prime conversazione transatlantiche - e Tamara rimane folgorata da quella visione moderna: finalmente è una donna ad utilizzare uno strumento che in quegli anni era attribuito solo agli uomini d'affari!
E' arrivato il tempo delle ragazze al potere, indipendenti e autonome.. come lo saranno Greta Garbo e Coco Chanel negli anni '30.
Come lo è Tamara, come lo sono tutte le sue eroine da lei immortalate.
Finalmente è il gentil sesso a decidere e ad agire.
L'artista l'aveva fatto fin da giovanissima, quando a soli sedici anni al Teatro dell'Opera di San Pietroburgo, accompagnata dalla zia, vide tra la folla un ragazzo alto ed elegante e disse a sé stessa: l'ho trovato, è lui, sarà mio!
E cosi' fu. Lui era Tadeus Lempicki, avvocato di buona famiglia che diverrà suo marito due anni dopo, padre dell'unica figlia Kizette.
Alla festa di fidanzamento Tamara si presentò vestita da contadina polacca con un'oca al guinzaglio.
Insieme vivranno i fasti e i turbamenti della Rivoluzione d'Ottobre.
Fino ad arrivare a quel 1930, quando Tamara sente il richiamo di un'altra fonte d'ispirazione fondamentale per la sua arte: Jean Cocteau mette in scena La voix humaine,
magistrale atto unico giocato solo su una conversazione telefonica che la protagonista intrattiene per circa un'ora con l'amante il quale sta troncando la loro relazione.
E qui interviene la pittrice: come ritrarre una donna che subisce un abbandono al telefono?
Sofisticata, avvolta nella veste dell'alta moda Art déco, perfettamente truccata e curata - quel rossetto rosso e le manicure appena fatta - i boccoli che le solleticano il collo, lo sguardo languido e un poco malinconico da femme fatale.. impugna la cornetta come fosse un'arma: le eroine della Lempicka non si fanno lasciare al telefono, nessuno dovrebbe permetterlo!
Non esiste una persona sulla terra che merita le nostre lacrime: la protagonista è spogliata da ogni elemento drammatico.
E si veste della sua emancipazione, della sua sensualità, del suo carattere. Soprattutto della sua capacità di reagire di fronte alle difficoltà della vita.
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