7 opera: Giacomo Balla "Bambina che corre sul balcone"

"Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione, anche quando ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza".
Filippo Tommaso Marinetti in Teoria e invenzione futurista, 1966
La settima opera che ho scelto per il mio progetto "Stare a casa è un'arte" è un dipinto di Giacomo Balla intitolato "Bambina che corre sul balcone" del 1912 e conservato al Museo del Novecento a Milano.
E' tra le prime opere che mi è venuta in mente quando ho considerato il mio proposito di pubblicare capolavori attinenti a questo nostro momento storico. Un'immagine che vedo spesso, la bambina che corre sul balcone davanti la mia finestra di casa. Sento le sue risate, il suo gioco ogni volta diverso, il sole che avvolge ogni suo gesto.
E ho pensato a Luce, la figlia di Giacomo Balla da lui ritratta in questo dipinto così potente da illuminare l'intera sala del museo.
Il nome della sua bimba di otto anni non è casuale (la seconda figlia si chiama Elica): l'artista ne coglie il significato di energia, luminosità, faro nella notte... egli è rapito da questa scena di vita quotidiana che si manifesta sul balcone della sua bella casa romana affacciata sul Parco dei Daini di Villa Borghese.
Lo affascina da sempre il dinamismo, lo studio del movimento dei corpi - già aveva realizzato Il cane al guinzaglio e i Ritmi dell'Archetto- e le teorie del fisiologo francese Etienne Jules Marey con le sue cronofotografie.
Disegna su tanti fogli di carta una serie di studi sulle gambe della piccola ripetute all'infinito, moltiplicate in una corsa inarrestabile da sinistra a destra che va oltre il limite imposto dalla cornice.
E' una mattina di primavera a casa Balla, il vestitino azzurro di Luce è corto e leggero, ne vediamo il colletto, le maniche a sbuffo, le calze ben tirate alle ginocchia, gli stivaletti neri alla caviglia alternati nella tela in una sequenza rapida di tacco e punta.
Guardate quel movimento del gomito che da sinistra è piegato e man mano che giunge a destra si distende completamente. Osserviamo i capelli pettinati a treccine e l'espressione del volto: in ogni fotogramma è diversa!
Fissando bene la scena, percepiamo come l'autore abbia dipinto tanti profili di sua figlia, perfettamente inseriti nella griglia verticale della ringhiera del balcone.
E per farlo, utilizza la tecnica a lui più congeniale: il divisionismo. L'accostamento preciso e scientifico sulla tela di piccoli puntini, mai mescolati tra loro: le tonalità del blu (colore freddo e primario) del bianco e nero (colori acromatici mai utilizzati dagli impressionisti) del rosso e giallo (colori caldi e primari) del verde e arancione (colori secondari).
L'opera finita è composta come fosse un mosaico di minuscole tessere, dove il tono dominante è il giallo: la Luce, che inonda di calore e vitalità la scena.
Balla l'aveva ammirato ne Il Sole e Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo e a Parigi nelle opere di Paul Signac e Georges Seurat, che diedero inizio al Pointillisme.
Luce è un inno al futuro: abbandona lo stato di quiete e corre in direzione opposta, incontro al cambiamento, fiduciosa nell'avvenire.
"La velocità è la sintesi di tutti i coraggi in azione, è moderna e avventurosa" scriveva Marinetti.
Ai nostri bambini, a tutti coloro che corrono sul balcone di casa in attesa di uscire, a chi un balcone non ce l'ha (e nemmeno uno spazio esterno), a tutti noi che non vediamo l'ora di riabbracciarli consapevoli che sarà uno stringersi diverso e tanto più intenso, a tutti i bambini che verranno.
Al nostro futuro
instagram.com/chiaraproiettiarte/
#futuro
#ottimismo
#fiducia

Appartiene ad un evento principale:


Hai partecipato? Commenta ()

Novacomitalia Web Agency Roma