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Nasce a Roma il Museo nazionale dell'emigrazione italiana
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Dal 1861 ad oggi sono emigrati più di 29 milioni di italiani. A due anni dalla ricorrenza del 150esimo anniversario dalla proclamazione del Regno d'Italia, nasce il Museo nazionale dell'emigrazione italiana, promosso dal ministero degli Affari esteri con la collaborazione del ministero per i Beni e le Attività culturali. Il museo sarà allestito negli spazi della Gipsoteca del Vittoriano (lato Ara Coeli) e verrà inaugurato il 25 settembre. Per la prima volta verrà messo a sistema, in chiave di lettura nazionale, l'immenso patrimonio storico e culturale italiano inerente l'emigrazione su scala regionale e locale. Oltre il 54 per cento di questo fenomeno ha avuto luogo prima Grande Guerra. Tre quarti degli espatri hanno riguardato uomini, un quarto donne. L'80 per cento degli emigrati era in età lavorativa, il 35 per cento proveniva dall'agricoltura. I principali paesi di destinazione sono stati gli Stati Uniti (5,8 milioni), la Francia (4,4 milioni), la Svizzera (4,3 milioni), l'Argentina e la Germania (con 3 milioni ciascuno), il Brasile (1,5 milioni). Per consistenza numerica le principali regioni d'origine degli emigranti italiani furono il Veneto (3,2 milioni), la Sicilia e la Campania (con 2,9 milioni ciascuna), la Lombardia (2,5 milioni), il Piemonte e la Valle d'Aosta (2,3 milioni), il Friuli (2,2 milioni) e la Calabria (2 milioni). Rilevante è oggi il numero dei cosiddetti "oriundi", cioè discendenti da genitori o antenati di origine italiana: se ne calcolano 60-70 milioni. La presenza più numerosa è quella in Argentina con 24 milioni, cioè il 50 per cento dell'intera popolazione.
Il direttore del Mei (Museo nazionale dell'emigrazione italiana) Alessandro Nicosia ha definito la location del Vittoriano come la più idonea ad ospitare una simile esposizione: "E' la casa della memoria degli italiani e rappresenta l'unità del nostro Paese, pur nelle sue diversità". "Non sarà un museo statico fatto solo di oggetti - ha spiegato Alfredo Mantica, sottosegretario di Stato per gli Affari esteri -, bensì un luogo propulsivo di cultura e storia dell'emigrazione, con aree dedicate a film, musica e foto. Nel 2011, in occasione dell'anniversario dell'Unità d'Italia, vorremmo che questo museo diventasse itinerante e raccontasse le singole emigrazioni regionali. Scopo del museo - ha aggiunto Mantica - è reinserire nella storia d'Italia una storia spesso misconosciuta e considerata di serie inferiore". Sulla stessa lunghezza d'onda le dichiarazioni di Francesco Giro, sottosegretario per i Beni e le attività culturali: "Il Mei non sarà il museo della seconda Italia, ma della nostra italianità; non sarà il museo della vergogna e della nostalgia, ma dell'orgoglio italiano; non sarà il museo della rivalsa, ma della partecipazione e del dialogo delle comunità italiane all'estero". Forte la denuncia del presidente del Centro studi emigrazione di Roma, Lorenzo Prencipe: "Senza la descrizione del fenomeno dell'emigrazione la storia d'Italia è incompleta e sbagliata. Spesso sui libri di testo scolastici e sulle enciclopedie vengono dedicate poche righe a questo tema. Il museo vuole pertanto squarciare il velo del silenzio su questa vicenda del nostro passato". A tal proposito Prencipe ha citato le parole di un'emigrata italiana: "Quando in una famiglia qualcuno è costretto ad uscire di casa i famigliari si domandano il perché, altrimenti non si tratta di una vera famiglia. Noi emigrati siamo partiti in milioni e nessuno si è chiesto il motivo. Sono più di cent'anni che aspettiamo che l'Italia si comporti come una vera famiglia".
Sono tre le sezioni principali attraverso cui si snoda il percorso museale: il percorso storico di riferimento; il percorso espositivo regionale; il viaggio interattivo nell'emigrazione italiana. La prima sezione ripercorre la nascita e lo sviluppo della grande emigrazione italiana, caratterizzata della dimensione del lavoro, attraverso tabelle didattiche, testimonianze audio, foto, giornali e riviste d'epoca, frasi significative, oggetti caratteristici e date salienti. La seconda sezione traccia una geografia dell'emigrazione, grazie alla partecipazione degli assessorati, delle istituzioni e delle associazioni regionali, approfondendo le caratteristiche migratorie peculiari di ogni singola regione. La terza sezione del museo sarà un viaggio nell'emigrazione attraverso aree tematiche che consentiranno al visitatore di avere una conoscenza interattiva dell'intero periodo storico tramite il cinema, la letteratura, la musica, oggetti e documenti rari. In occasione dell'inaugurazione del museo sarà inoltre presentato un sito web finalizzato al censimento in chiave regionale di tutti i soggetti inerenti l'emigrazione italiana.