Eventi programmati: 1

Mobidic

08/11/2018 - 18/11/2018
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Mappa e indirizzo

Piazza di Santa Maria Liberatrice, 10 - Roma (RM)
065781960
dirsala@teatrovittoria.it
info@teatrovittoria.it

Stagione teatrale 2018/2019

Stagione 2018 / 2019 _ I Tè letterari _ ventiduesima edizione

Risvegliare reminiscenze

di Marcello Teodonio
25 incontri alle 17
dal 5 ottobre 2018 al 10 maggio 2019
tè e pasticcini

con Stefano Messina, Anna Lisa Di Nola¸ Dario Battaglia, Anna Maria Iacopini, Angelo Maggi, Maurizio Mosetti; e con Aurelio Canonici, Anna Maria Panzera, Alessandro Quarta… e altri ospiti a sorpresa.
Appuntamento ormai fisso della stagione teatrale, i Tè letterari del teatro Vittoria vengono incontro a quella domanda di cultura e di intrattenimento raffinata e intelligente, colta e non pedante, di cui oggi c'è molto bisogno.
Si tratta di una formula essenziale ed efficace:
- il professore introduce, spiega, ricordando gli elementi fondamentali, le curiosità, i contesti, i protagonisti, in maniera rigorosa ma mai noiosa;
- gli artisti (attori, cantanti, maestri di musica, storici dell'arte, esperti di cinema) leggono, interpretano, ritrovano, sempre rispettando il testo nella sua integrità.
Ne viene fuori un'ora e mezzo abbondante di letture e impressioni, di suggestioni e inviti alla lettura (o ri-lettura), scoperte e rivisitazioni, emozioni e riflessioni. E sono letture e incontri che variano nel tempo e nello spazio, per riaffermare l'importanza decisiva e centrale della cultura, della lettura, della corretta interpretazione dei testi, della magia e della suggestione delle parole (e della musica, e delle immagini), della leggerezza e della serietà, e al tempo stesso, come dice il titolo degli incontri, per "risvegliare reminiscenze" (la frase è tolta dalla Introduzione di Giuseppe Gioachino Belli alla raccolta dei propri sonetti), e cioè confrontarsi sul grande patrimonio della nostra storia.
Temi degli incontri di questa stagione:
-    anniversari: il caso Moro, il 68, la fine della prima guerra mondiale
-    la grande letteratura di ogni tempo: Petronio, Galileo Galilei, Jane Austen, Emilio Salgari, Friedrich  Dürrenmatt
-    parole in musica: le opere in musica dai drammi di Shakespeare
-    Napoli: la sua lingua, la sua musica, la sua letteratura
-    la scrittura al femminile (di donne, sulle donne): Donatella di Pietrantonio
-    la scienza: ecologia ed etologia,
-    arti figurative: il mondo dell'adolescenza nelle arti figurative


dal 27 settembre al 7 ottobre

L'impresario delle Smirne
di Carlo Goldoni
con (in o.a.) Nicolas Zappa, Matteo Montaperto,  Stefano Dilauro, Chiara David, Andrea Carpiceci , Chiara Bonome, Mattia Marcucci, Virginia Bonacini
Regia e impianto scenico: Stefano Messina
Musiche:  Pino Cangialosi
Luci: Valerio Camelin

In prima assoluta, apre la stagione del Teatro Vittoria la nuova produzione di Attori&Tecnici L'impresario delle Smirne vuole essere in questa edizione un omaggio allo scalcinato mondo dell'avanspettacolo o meglio più in generale al mondo del teatro, con le sue luci e le sue ombre. Saltimbanchi che "tentano la vita, che inventano il teatro" come ci raccontano le belle parole di Enzo Jannacci, in uno dei pezzi musicali cantati dal vivo dello spettacolo. Soubrette e attori disperati e affamati, in cerca di una scrittura per sbarcare il lunario, impresari che esercitano il loro potere in cambio di favori sessuali, e la speranza, con l'arrivo di un ricco mercante turco, che vuole fare una compagnia per Le Smirne, di ricchezza e successo. Le cose andranno diversamente ma l'illusione sarà ricompensata dalla consapevolezza che solo il teatro e il mestiere dell'attore possono dare quei brividi e l'emozione che assomigliano tanto alla felicità.
Un testo classico, un impianto perfetto, Goldoni ci regala divertimento allo stato puro, insieme ad una vena poetica e amara. Le canzoni dello spettacolo sono cantate dal vivo per una produzione Attori e Tecnici che vede in scena una compagnia di otto giovani attori.


Dall' 11 al 20 ottobre

IL ROMAEUROPA FESTIVAL 2018 AL TEATRO VITTORIA
 
Nell'ambito del Festival giunto alla sua 33esima edizione, il Teatro Vittoria ospiterà, dall'11 al 20 ottobre 2018, in prima nazionale lo spettacolo The Prisoner di Peter Brook e Marie-Hèlène Estienne.
 
Se c'è un artista che non necessita di presentazioni è sicuramente Peter Brook. Il rivoluzionario maestro del teatro internazionale, più volte ospite di Romaeuropa Festival, torna con il suo ultimo spettacolo diretto insieme a Marie-Hèlène Estienne.
Un cast multietnico per affrontare con la maestria e quel consueto tocco lirico che caratterizza la scrittura scenica di questo gigante del teatro mondiale, i temi della punizione, della giustizia e del crimine. Un uomo siede da solo davanti a un'enorme prigione in un paesaggio desertico. Chi è? E perché si trova in questo luogo? È una sua libera scelta oppure sta scontando una qualche forma di punizione? E coloro che sono dentro il carcere che crimini hanno commesso? Come guardano a loro volta l'uomo che li sta osservando? È un pazzo o forse un dio?
Cos'è la redenzione e quale il significato del termine giustizia in un mondo dove carcerati e guardiani si scrutano reciprocamente ponendosi le stesse domande?

Spettacolo in inglese con sovratitoli in italiano
Testo, Regia Peter Brook, Marie-Hélène Estienne
Luci Philippe Vialatte Scene David Violi Con Hiran Abeysekera, Omar Silva, Kalieaswari Srinivasan, Donald Sumpter
Assistente ai costumi Alice François con l'aiuto di Tarell Alvin McCraney, Alexander Zeldin
Produzione C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nord Coproduzione National Theatre London, The Grotowski Institute, Ruhrfestspiele Recklinghausen, Yale Repertory Theatre, Theatre For A New Audience – New York Foto © Simon Annand


dal 23 ottobre al 4 novembre

Paolo Triestino     
Nicola Pistoia    
Elisabetta De Vito
BEN HUR
una storia di ordinaria periferia
di Gianni Clementi
scene  Francesco Montanaro                          
costumi Isabella Rizza                   
disegno luci Marco Laudando
regia Nicola Pistoia                  
                                       
Uno degli spettacoli più amati degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico. Più di 400 repliche, 210 città raggiunte, oltre 150.000 spettatori, e un film accolto con grande favore: ecco i numeri di questo vero e proprio CULT teatrale.
Un perfetto mix di risate, pensieri, emozione e cattiveria, nato dalla penna di Gianni Clementi per la formidabile coppia Triestino-Pistoia (accompagnati dalla brava Elisabetta De Vito, candidata ai David di Donatello 2017 per NON ESSERE CATTIVO) e che ha conquistato le platee di tutta Italia.
Lo sfondo è Roma. Una Roma che accoglie e che respinge, sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo "straniero" oggi è sempre più parte di questa città. In Ben Hur ha le vesti di un ingegnere bielorusso (Milan, clandestino), che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia.
Lui, ex-stuntman in attesa di un risarcimento per un incidente sul set, trascina le sue giornate al Colosseo dove, vestendo i panni di un centurione, si presta alle canoniche foto con i turisti. Lei, invece, si impegna in una squallida chat erotica telefonica. Lavora da casa, ciabattando tra una stanza e l'altra. Con Milan arriveranno un progressivo benessere, energie nuove, una biga e forse un nuovo amore. E poi… il resto lo scoprirete a teatro.


6 e 7  novembre

SYRIA

PERCHÉ NON CANTI PIÚ…
concerto-spettacolo per GABRIELLA FERRI
Ideato da Pino Strabioli e Cecilia Syria Cipressi
Con la supervisione di Seva, figlio di Gabriella
Direzione musicale Davide Ferrario e Massimo Germini
Costumi Lori Girgenti/Cecilia Syria Cipressi
Produzione Mauro Diazzi


Il teatro Vittoria presenta il primo di una serie di eventi speciali, che uniscono il teatro alla musica. Un concerto spettacolo dedicato alla figura di una delle protagoniste indiscusse dell'ultimo secolo, la grande cantante Gabriella Ferri, originaria del quartiere Testaccio e che calcò il palcoscenico del Teatro. Ideato da Pino Strabioli ed interpretato sul palcoscenico da Syria, con la supervisione di Seva, il figlio di Gabriella.

Da una valigia rossa è nato un libro-album dove ho raccolto scritti,disegni, appunti,scarabocchi, lettere e pensieri di Gabriella.
Quella valigia mi è stata data da suo marito e da suo figlio.
In quella valigia ho rovistato per intere notti e interi giorni, accatastati, sparsi, mischiati c'erano e ci sono ancora fogli di carta colorati e in bianco e nero.
Ho incontrato Syria in un ristorante di Trastevere e mi ha dichiarato la sua passione per Gabriella.
Abbiamo pensato di provare ad aprirla insieme quella valigia per farla diventare suono e voce.
Stiamo sparpagliando le note e le canzoni che Gabriella amava di più e le stiamo mischiando ai suoi pensieri.
Sarà un cantare recitando o un recitar cantando.
Un concerto, un racconto.
In molti me l'hanno chiesta in prestito quella valigia rossa,l'ho sempre tenuta stretta.
Syria ha nella voce e nel cuore quei pezzetti di Roma che sapranno dove portarla, dove aprirla, dove lasciarla cantare e raccontare.
Buon viaggio. Pino Strabioli


dall'8 al 18 novembre  

FONDAMENTA Teatro e Teatri
presenta
MOBIDIC
di Karl Weigel
con Massimo De Rossi e Roberta Anna
scene di Gianluca Amodio
costumi Geraldine Gelin musiche a cura di Angela Sinckler
regia di Massimo De Rossi
assistente alla regia Rita Tersigni scenografa assistente Giulia Romolini
organizzazione Fulvio Ardone
produzione Fondamenta srl di Francesco del Monaco e Cristiano Piscitelli

MOBIDIC è un testo di straordinaria poesia e bellezza di un giovane autore di cinema e di teatro (appena trentenne italo tedesco-americano) in grado di costruire dialoghi memorabili per una commedia lieve e avvincente, carica di suspense e con un finale del tutto inatteso. Il testo scorre piacevole e leggero sulle due vie del dramma e della commedia e conquista per la struttura cinematografica della trama e la verità dei bellissimi dialoghi.

S'ispira vagamente al genere Film Noir, per quanto riguarda il ritmo narrativo e l'ambientazione, mentre la "storia" trae origine da un fatto di cronaca realmente accaduto.
Un affermato e ricco manager perde d'improvviso la memoria, non ricorda più il suo nome, niente o quasi della sua vita (amnesia dissociativa continua), regredisce a 18 anni (Forrest Gump?).
MOBIDIC è una commedia che si svolge per un'intera notte all'interno di un Cafe Theater, sul tipo di quelli americani (Food and Drinks), dove si ascolta in prevalenza musica. Tutta la storia è incentrata sul rapporto di complicità e di amicizia che s'instaura tra la giovanissima cassiera del teatro e il misterioso e smemorato individuo detto "Il Professore". È una commedia costruita sul filo ininterrotto della suspence, (il Professore è ricercato dalla polizia) ma anche della costante ironia, della comicità assurda.

Il Cafe Theatre con la sua musica (Jazz-Soul) le sue luci colorate, la sua atmosfera incantata, è vissuto dai suoi personaggi in modo opposto: come luogo assolutamente quotidiano e claustrofobico da parte della ragazza e in modo del tutto ingenuo e naïf da parte del Professore. La menomazione di cui è vittima (si comporta come un adolescente) diviene stimolo all'immaginazione, lo induce a formulare nuovi progetti. Anche se avranno la durata di un sogno, poco importa.

Perché MOBIDIC? Lo scoprirete venendo a teatro.


dal 20 novembre al 2 dicembre

dioPluto
di Jurij Ferrini
tratto dal Pluto di Aristofane

In scena una commedia grottesca, satirica e graffiante.
Uno spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Jurij Ferrini.

Il titolo di questa riscrittura della celebre commedia di Aristofane prende il nome dal dio greco della ricchezza, Pluto, ed è incentrata sulla diseguale distribuzione tra gli uomini del denaro, movente principale delle azioni umane oggi, come, evidentemente 2.400 anni fa...quando fu composta.
I protagonisti sono due cittadini ateniesi: Cremilo - e il suo "tuttofare" Carione - si recano a Delfi per chiedere al celebre oracolo se sarà bene educare il figlio all'onestà, con il rischio che si impoverisca, oppure indirizzarlo verso la disonestà per farlo diventare ricco. L'oracolo impone a Cremilo di seguire la prima persona che incontrerà all'uscita dal tempio. Quando Cremilo e Carione escono, incontrano uno straccione cieco... e ben presto scoprono che il cieco è Pluto, dio della ricchezza. Convinti che la diseguale distribuzione della ricchezza derivi dalla cecità del dio, Cremilo si offre allora di ridargli la vista, in modo che Pluto possa distinguere tra onesti e disonesti e premiare solo i primi. La Povertà in persona tenta di dissuaderli dai loro propositi, avvertendoli che la ricchezza non deve essere distribuita equamente perché è proprio la necessità, infatti, che spinge gli uomini a lavorare ed impegnarsi, mentre da ricchi essi diventano molli e fannulloni. Cremilo e Carione però non intendono ascoltarla e riescono a far recuperare la vista a Pluto grazie all'intervento miracoloso di un improbabile medico-santone.
Le conseguenze capovolgeranno il mondo senza risolvere minimamente il problema.
La commedia, agile e divertente è degna del miglior Aristofane e con una riscrittura (o rilettura) in chiave allegorica offre divertentissimi spunti di riflessione sulla situazione economica, del nostro paese, del continente e del pianeta intero. Si ride fino alle lacrime.


4 e 5 dicembre

ÁNEMA
in
Piccolissima Serenata Carosone
Violino Marcello Corvino
Chitarra Biagio Labanca
Contrabbasso Massimo De Stephanis
Oud, tamorre, mandolino, il tombak, la darabuka Fabio Tricomi


Il secondo fra gli eventi speciali della stagione del Teatro Vittoria. Gli Ànema rendono omaggio ad uno dei più grandi autori ed interpreti della scena musicale napoletana ed italiana del secondo novecento, Renato Carosone.
Diplomatosi in pianoforte a soli diciassette anni nel prestigioso Conservatorio di San Pietro a Majella, Carosone si impose nel dopoguerra come uno degli artisti più amati, paragonabile alla popolarità di Domenico Modugno, con il quale condivise un grande successo discografico anche negli USA. La sua musica, le sue interpretazioni, la sua biografia sono indissolubilmente legate a Napoli, alla grande tradizione partenopea, ma le sue straordinarie qualità artistiche hanno fatto il giro del mondo, ne è recente testimonianza il successo planetario del remix di "Tu vuò fa l'americano".
Gli Ànema reinterpretano Renato Carosone proponendo un'originale versione strumentale dei suoi grandi successi, tra i quali Torero, Caravan Petrol, Tu vuò fà l'americano, Maruzzella, Piccolissima serenata, Io mammeta e tu, Luna Rossa ed altri celebri brani, con una formazione composta da Marcello Corvino al violino, Biagio Labanca alla chitarra, Massimo De Stephanis al contrabbasso e Fabio Tricomi alle percussioni, tamorre, oud e mandolino.


dal 6 al 16 dicembre

Attori & Tecnici presenta
trappola per topi
di Agatha Christie
traduzione Edoardo Erba
con (in o.a.)  Claudia Crisafio, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Annalisa Di Nola, Roberto Della Casa, Elisa Di Eusanio, Sebastiano Colla, Massimiliano Franciosa
regia Stefano Messina
scene Alessandro Chiti ; costumi Isabella Rizza
musiche Pino Cangialosi ; luci Emiliano Baldini       
     
Dopo il clamoroso successo degli scorsi anni, la compagnia Attori & Tecnici ripropone il giallo di Agatha Christie che ha affascinato gli spettatori a Roma e in tutta Italia, durante una applaudita tournèe.
 "Quando ho letto il copione di Trappola per topi  – racconta Stefano Messina - sono rimasto affascinato dalla capacità drammaturgica della scrittrice. E' una miscela perfetta di suspense, thriller e comicità.  Ho voluto ricreare il non detto e i giochi di sguardi, di cui è farcito il testo, per ricreare quell'atmosfera un po' retrò e la tensione psicologica che cresce scena dopo scena. Mi sono imposto di non tradire la scrittrice e così ho scelto di non darne una lettura simbolica. Ho preferito il tradizionale al contemporaneo a tutti i costi. Credo, infatti, che per far funzionare questo perfetto congegno sia necessario lasciarsi trasportare dal clima, dal periodo in cui è stato scritto." E così gli spettatori si ritrovano in una vecchia casa inglese, adattata a locanda, e sentono l'odore dei mobili, dei tappeti, del camino, lo scricchiolio delle scale di legno e il cigolio delle porte. Siamo negli anni '50 in pieno clima londinese, quando nella locanda di Castel del Frate, i giovani albergatori Mollie e Giles Ralston affrontano una drammatica avventura assieme a cinque eccentrici clienti. Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere, mentre un efferato omicidio compiuto a Londra sembra stranamente collegato con la locanda. Nel frattempo all'isolamento ambientale, dovuto a una bufera di neve, si aggiunge quello acustico. Le linee telefoniche s'interrompono e le strade sono bloccate. Grazie alla sua abilità di sciatore, il sergente Trotter della polizia di Scotland Yard riesce ad arrivare a Castel del Frate. Il poliziotto deve tutelare la loro incolumità e risolvere il mistero, ma il suo arrivo destabilizza tutti. Appare chiaro che tra di loro si cela l'assassino psicopatico che ha già ucciso una donna a Londra e che potrebbe colpire ancora. Ma sotto quale travestimento si maschera il colpevole? Perché l'assassino si trova proprio in quel piccolo albergo, lontano dal mondo? Toccherà al sergente Trotter individuare il misterioso omicida intenzionato a colpire ancora?
Rappresentato per la prima volta il 25 novembre del 1952 nel West End a Londra, Trappola per topi, oltre ad essere un capolavoro della letteratura, è lo spettacolo più replicato della storia del teatro. E' stato rappresentato ininterrottamente per 55 anni a Londra, con numerose repliche in giro per il mondo, in 45 Paesi diversi avvalendosi della traduzione in 24 lingue. Un record difficilmente eguagliabile, merito del genio creativo di Agatha Christie che, quando adattò per il teatro il racconto Tre topolini ciechi, seppe creare un giallo insuperabile, in cui ironia e suspence si fondono alla perfezione. La stessa scrittrice, che faticava a spiegarsi un simile successo, definiva così il suo capolavoro: "è il tipo di commedia alla quale si può portare chiunque. Non è proprio un dramma, non è proprio uno spettacolo dell'orrore, non è proprio una commedia brillante, ma ha qualcosa di tutte e tre e così accontenta la gente dai gusti più disparati".


dal 20 dicembre al 6 gennaio
 

Il diavolo, certamente
tratto dai racconti di Andrea Camilleri
adattamento teatrale di Claudio Pallottini

con Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa,
Sebastiano Colla, Claudia Crisafio, Mimma Lovoi, Chiara Bonome, Valerio Camelin

regia Stefano Messina
scene Alessandro Chiti      
costumi Isabella Rizza      
musiche Pino Cangialosi     
luci Alessandro Pezza
produzione Attori & Tecnici

Torna sul palcoscenico del Teatro Vittoria dopo il grande successo del debutto dello scorso anno, l'opera diretta da Stefano Messina tratta dai racconti di Camilleri.  Sei passeggeri, sei perfetti sconosciuti, più il controllore, salgono a Palermo sul treno che nella notte li porterà a Torino e s'incontrano nello scompartimento 6 della carrozza 6.  Come sempre accade in questi lunghi viaggi, dopo i primi momenti di diffidenza e di silenzio, rotto il ghiaccio, si parla del più e del meno.  

Il più e il meno di questa lunga notte, però, è assai particolare: è il racconto di alcune strane avventure che sono accadute ai nostri protagonisti, o delle quali hanno avuto notizia. Sono strane perché tutte vertono su un unico filo conduttore: il 'caso', la 'coincidenza' incredibile; o meglio ancora - come dice Andrea Camilleri dal quale è tratto lo spettacolo teatrale - il 'Diavolo certamente' che ci ha messo lo zampino.

I racconti, rappresentazioni nella rappresentazione, diventano il pretesto per discutere sull'esistenza o meno del diavolo; e quando tutto sembra risolversi in una negazione di quest'ultimo, arriva il colpo di scena finale.

I racconti di Camilleri, magistralmente adattati da Claudio Pallottini e raccolti nello spazio angusto di uno scompartimento di un vagone del treno Palermo- Torino, oltre ad essere irresistibilmente divertenti, sono una riflessione sul caso e sulle coincidenze che ineluttabilmente determinano il senso delle umane sorti. Un evento inaspettato, una fatalità, un appuntamento mancato possono cambiare il senso di tutta una vita. Nel bene e nel male. I cambi di scena rapidi, diventano di volta in volta teatro di un nuovo racconto. Il ritmo è vorticoso, le azioni sono fulminanti. Un girotondo trascinante e vitale, una scrittura beffarda che ha il dono della leggerezza e insieme una contagiosa energia. Andrea Camilleri, certamente.  


dal 10 al 20 gennaio

LE MUSICHALL IN TOUR
Uno spettacolo sfacciatamente divertente

Creazione e ideazione Arturo Brachetti
Regia Stefano Genovese
Coreografie di Cristina Fraternale Garavalli        
Direzione musicale di Giovanni Maria Lori
Una produzione di Art9 in collaborazione con Arte Brachetti

Creato e ideato da Arturo Brachetti, con la regia di Stefano Genovese e le coreografie di Cristina Fraternale Garavalli, Le Musichall in tour è un vero e proprio "zapping teatrale" con numeri di ballo, canto, teatro, circo e poesia che si alternano a ritmo incalzante.

Lo spettacolo, leggero e disimpegnato, ma intelligente e insolito, è un omaggio al genere del varietà, riproposto però in chiave contemporanea e dinamica. In scena una girandola di artisti, quattordici, dalla formazione più diversa a formare una compagnia d'eccezione: ci sono ballerine di can can e acrobati, cantanti, clown, attori comici, illusionisti.
In scena il maestro cerimoniere Diego Savastano, il duo di attrici comiche e clown Le due e un Quarto (Silvia Laniado e Martina Soragna), l'illusionista Filiberto Selvi (campione italiano di magia 2017), i ballerini Stefania Bovolenta, Shinai Ventura, Valentina Lideo, Arianna Capriotti, Linda Valerio, Gabriele De Mattheis, Federica Nicolò, Francesco Gerbi, il performer Peter Welters e il clown metropolitano Benjamin Delmas alias Mr. Bang.
Ne viene fuori uno spettacolo frizzante e comico, goliardico e ammiccante, a tratti onirico e surreale: Le Musichall in tour, partito dal teatro che gli ha dato il nome dove nelle ventuno repliche è stato accolto da un grande successo di pubblico, travolge il pubblico con una storia, anzi con tante storie diverse che non hanno un filo conduttore, ma sono in grado di divertire il pubblico con 90' di show…sfacciatamente divertente.

Si tratta di uno spettacolo di varietà, un genere teatrale di derivazione popolare che presenta un repertorio misto di canzoni, musiche, balli, scenette comiche che nasce in Italia, e più precisamente a Napoli, alla fine del XIX secolo, rifacendosi alla tradizione del Cafè-Chantant francese. Le Musichall di Torino è il teatro delle varietà con la direzione artistica di Arturo Brachetti, il maestro internazionale del quick change e l'attore teatrale italiano oggi più celebre al mondo. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Arte Brachetti srl e l'Opera Torinese del Murialdo, con l'obiettivo di rivitalizzare quelle forma di spettacolo popolare e coinvolgente, di arte varia, teatrale e musicale, in cui è protagonista un intrattenimento leggero, divertente e di qualità, trasversale per proposte e per discipline, internazionale nell'approccio, capace di accogliere quelle realtà che faticano a trovare un luogo perché sono 'altro' rispetto alle tradizionali etichette, non rientrando negli schemi classici.


dal 24 gennaio al 10 febbraio  

MELAMPO
di Ennio Flaiano
con  Carlo Lizzani, Claudia Crisafio, Stefano Messina,  Giuliana Di Dio, Beatrice Miozzi, Stefano Dilauro
scene   Gianluca Amodio                             
costumi   Stefania Pisano
musiche a cura di Anghela Sinckler                        
assistente alla regia  Rita Tersigni
regia Massimo De Rossi
produzione Attori e Tecnici

Debutto assoluto per la nuova produzione Attori e Tecnici, dello spettacolo Melampo tratto dalla sceneggiatura originale (con la supervisione di Rosetta Flaiano) a cui Ennio Flaiano lavorò dal 1966 al 1967 e che ne riflette esattamente la storia, le situazioni e i dialoghi. In occasione del centenario della nascita di Ennio Flaiano nel 2010 Massimo De Rossi presentò un'edizione ridotta del MELAMPO al Teatro India per lo Stabile di Roma.  Sul palcoscenico del Teatro Vittoria dal 24 gennaio al 10 febbraio 2019, l'edizione completa e mai rappresentata. Con questo spettacolo De Rossi continua il suo personale percorso teatrale sul tema Letteratura-Cinema-Teatro iniziato anni fa con Landolfi, Gadda, Savinio fino ad oggi con Weigel, Flaiano e in futuro con Moravia e una sceneggiatura inedita (comica) di Pirandello.

MELAMPO è una trasparente favola moderna, venata di autentica comicità ed ironia graffiante. Una commedia autobiografica che Flaiano iniziò a scrivere durante il suo soggiorno in America pensando di farne un film con la Warner Bros.  Una commedia americana (non commedia all'italiana) scritta da un italiano "particolare" come Flaiano.
Siamo a New York per assistere a una favola moderna, a un'insolita meravigliosa storia d'amore ad opera di un cane inconsapevole, Melampo. I principali protagonisti della commedia sono: Giorgio, uno scrittore italiano momentaneamente in America per motivi di lavoro e Liza creatura tutta "bellezza e confusione" ex modella, ex dilettante di pittura, ex snob preoccupata di apparire sempre a suo agio, la quale, nel tentativo di rendere i rapporti umani più semplici e spontanei, si "trasforma" lentamente in cane. Si libera nella vitalità di un giovane animale, e così "annullandosi" finisce per diventare una presenza insostituibile nella vita dell'uomo.
Se Giorgio rappresenta la ragione, il dubbio, la nevrosi dell'intellettuale che non riesce più a dare un senso alla realtà, Liza tenta un nuovo linguaggio, quello della gioiosa adesione all'istinto, alla pura fisicità.
La psicologia della coppia, i rapporti con l'ambiente, la solitudine, la ricerca di nuovi equilibri: l'apologo di Flaiano non fornisce risposte ma le moltiplica in un gioco di specchi sempre dominato da un'intelligenza ironica e inquieta. Questa versione per il teatro vuole anche essere un affettuoso omaggio a Ennio Flaiano: lo facciamo con tutto il rispetto e la discrezione necessaria a non forzare troppo quella che fu la sua innata caratteriale riservatezza, la sua accesa sensibilità.
 

dal 12 al 24 febbraio

produzioni La Bilancia
presenta
Singles
una commedia di Rodolphe Sand e David Talbot
con la collaborazione di Claire Lemaréchal
con Marco Cavallaro, Antonio Grosso, Claudia Ferri
regia di Rodolphe Sand
Una grande storia d'amicizia tra single alla ricerca dell'anima gemella.

Dopo il successo ottenuto in Francia e in Belgio e nella piccola isola di Tahiti, torna "Singles", la prima esilarante commedia sull' universo degli "scoppiati", scritta dai giovani autori francesi David Talbot e Rodolphe Sand, che ne cura anche la regia italiana.

Già piccolo cult in Francia, "Singles" racconta con pungente humor e sapiente ironia, le tragicomiche avventure di un gruppo di amici, single non troppo convinti, in cerca del grande amore.

Amici da anni e single da troppo, Giuliana, Antonio e Bruno sono accomunati dalla disperata ricerca dell'anima gemella, decidono di dare una svolta alla loro esistenza, iniziando a frequentare locali per single, club sportivi, e imbattendosi in improbabili incontri al buio. Bruno, rampante uomo in carriera, tecnico commerciale di una ditta di carta igienica che puntualmente viene lasciato; Giuliana, iperattiva bibliotecaria alla spasmodica ricerca dell'anima gemella, innamorata non corrisposta di Bruno; Antonio timido laureando in biologia segretamente innamorato di Giuliana. I tre si ritrovano regolarmente ai matrimoni dei loro ex, sentendo ancora di più la frustrazione per essere ancora celibi. All'ultimo a cui partecipano, decidono però di dare una svolta alla loro esistenza: iniziano così a fare di tutto nell'affannosa ricerca dell'amore.

Fra equivoci, esilaranti gag, timidi approcci e inaspettate rivelazioni finiranno per incontrare il grande amore?  Quindici esilaranti quadri per un divertente ritratto del mondo dei single.

"Singles" è prodotto da La Bilancia Produzioni, l'adattamento del testo è a cura di Giulia Bernardini, Alexia Murray, Nick Nicolosi, costumi di Giusy Nicoletti, scene di Rossella Inzillo, luci di Stefano Valentini, aiuto regia Lilla Vancheri.


dal 28  febbraio al 5 marzo

Alberto Giorgi
L'illusionista
con
Alberto Giorgi e Laura Gemmi
direzione tecnica Paolo Jacobazzi
 produzione Teatro Fantastico

In un laboratorio alchemico segreto e sospeso nel tempo, tra specchi magici e incredibili macchinari, si scopre una realtà piena di fascino e mistero dove l'impossibile può accadere, la razionalità è sospesa e regnano solo stupore e meraviglia: gli oggetti si animano e si trasformano, la materia trasgredisce ogni legge naturale.
"L'Illusionista" trasporta gli spettatori in una dimensione spazio-temporale fantastica, un universo magico ispirato alle atmosfere letterarie e visionarie di Jules Verne, H.G. Wells e Tim Burton.
Alberto Giorgi, "L'Illusionista" è l'unico illusionista italiano chiamato recentemente a far parte del cast di The Illusionists, la più grande produzione del genere della storia, record assoluto di incassi a Broadway. Insieme a Laura Gemmi forma un connubio artistico unico nella storia dell'illusionismo per originalità dello stile e innovazione della tecnica.
"L'Illusionista", in prima assoluta al Teatro Vittoria, è un viaggio emozionante nel mondo della magia, uno spettacolo che rappresenta la massima sintesi del loro percorso artistico.


dal 7 al 17 marzo

La Gente di Cerami
Racconti di Vincenzo Cerami adattati da Aisha Cerami

con Massimo Wertmuller   Anna Ferruzzo
Alessio Mancini flauto/chitarra             
 Sergio Colicchio tastiera/fisarmonica
regia Norma Martelli                
musiche Nicola Piovani
spazio scenico Sandra Viktoria Müller           
costumi Silvia Polidori                      
disegno luci Danilo Facco
organizzazione Rosi Tranfaglia  ufficio stampa Daniela Bendoni
produzione COMPAGNIA DELLA LUNA
Direzione artistica Nicola Piovani

«…svagato ma complice davanti al tumultuoso mare di teste umane che mi colma di un'emozione deliziosa e nuova…mi abbandono alla contemplazione dello spettacolo esterno della folla.»  Vincenzo Cerami
 Una serata in compagnia delle parole di Vincenzo Cerami, anzi in compagnia della "gente" di Cerami. Una presentazione scenica di brevi racconti che si nutre della lucida, spietata e complice poetica del celebre scrittore di Un borghese piccolo piccolo. L'occhio indiscreto dell'autore si ferma a osservare attimi e ritagli di vita quotidiana, e coglie gli uomini nella loro intimità, nel dolore o nel sollievo, nella sorte avversa o nella fortuna e così, per gioco, ne ricostruisce la storia.    
Un popolo di piccoli antieroi a cui Anna Ferruzzo e Massimo Wertmuller danno voce con le parole del poeta. Fa da cornice la musica di Nicola Piovani eseguita da Alessio Mancini e Sergio Colicchio.


Dal 19 al 24 marzo

Compagnia Umberto Orsini Srl
presenta
NOVE
di Edoardo Erba
con Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio
Impianto scenico e Visioni: Ginevra Napoleoni
Costumi: Isabella Rizza
Musiche: Ivan Bicengo Varengo
Foto e Grafica: Manuela Giusto
Organizzazione: Paolo Broglio Montani
Regia: Mauro Avogadro
Sul palcoscenico del Teatro Vittoria, dal 19 al 24 marzo 2019, lo spettacolo che si compone di nove frammenti. Non sono sketch o schizzi, sono invece commedie concentrate in dieci minuti.
In poche battute, dopo aver delineato nitidamente i personaggi, l'autore tira dritto al punto di svolta, al colpo di scena. I temi e i soggetti delle scene sono diversi, ma lo stile è comune: l'autore parte da situazioni quotidiane, concrete, molto riconoscibili e "flettendo" la realtà fa decollare la vicenda, che in pochi minuti sconfina nel surreale. L'abilità della scrittura sta tutta nella rapidità della costruzione: nessun mattone è sprecato, e ogni dettaglio ha una doppia lettura, che si rivela appieno solo nel finale. Gli interpreti sono sempre due, un uomo e una donna, ma le situazioni che devono affrontare e i loro rapporti sono in ogni scena molto differenti. Il che consente agli attori di esibirsi in una prova di abilità e trasformismo, perché volta a volta, diventano i protagonisti di un'intervista televisiva, una coppia di vecchi in un parco, due giovani in cerca di mobili all'Ikea, una studentessa e un professore in un mondo di nuove religioni, un illusionista con la sua agente, una cliente al test drive di un'automobile, una segretaria e un killer, una coppia in ospedale di fronte a una drammatica decisione, due amici a rivedere una storica partita di calcio il cui risultato inaspettatamente cambia.


Dal 26 al 31 marzo

Trascendi e sali
di e con Alessandro Bergonzoni
regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi
produzione ALLIBITO Srl Unipersonale


Certamente quando Alessandro Bergonzoni scrive, allestisce ed interpreta il suo quindicesimo testo la domanda che nasce spontanea non può che essere: "Dove ci porterà stavolta la sua personalissima, esilarante e poetica scrittura?" Sicuramente in una zona artistica dove "sicuramente" perde in definizione e in significato, dove l'artista prova a esibirsi negandosi, anzi, celandosi nei vuoti e nelle ombre non solo quelli materiali e visibili ma anche quelli creati sciamanicamente dalla sua scrittura. E cercare di raccontare o descrivere questo delicatissimo momento creativo di Bergonzoni può essere ardua impresa in quanto solo e solamente lui può guidare il suo pubblico verso una meta che in realtà può essere proprio la realtà. O meglio quella realtà che solo gli artisti possono definire e modificare rispetto alla loro immaginazione, al loro genio, alla loro ispirazione. E in una scena da lui costruita e con una regia divisa con Riccardo Rodolfi intraprenderà un percorso arduo per scoprire se le immagini reali di questi anni possono essere modificate con la forza dell'arte.


Dal 2 al 7 aprile

Francesco Montanari
Perché leggere i classici
di Italo Calvino
con Gianmarco Saurino
regia di Davide Sacco
"Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire". Queste le parole più famose dell'opera "Perché leggere i classici" di Italo Calvino, pubblicata postuma da Mondadori nel 1991 e oggi riproposta per la sua forza comunicativa e per il messaggio incredibilmente attuale. Con leggerezza, eleganza e intensità Calvino si confronta con i classici che hanno segnato la sua gioventù, analizzando criticamente l'influenza che essi provocano nella memoria, tra allegorie e metafore, per definire classico qualcosa che riesce sempre a liberarsi delle definizioni, della critica, ma che comunque non lascia mai indifferenti. Un'accalorata difesa, emozionante e mai scontata, che diventa anche provocazione quando affronta il ruolo della scuola e delle Istituzioni, mostrando un'attualità sorprendente e grande lungimiranza.
Fran al cesco Montanari fa sue le parole di Calvino e il pathos narrativo, in uno spettacolo che affida alla parola la forza comunicativa, ma che vuole permeare nel ricordo di un uomo e di un'epoca ancora vivi, come vivi sono i grandi classici. Un viaggio attraverso parole, immagini e ricordi, che, con le voci di Francesco Montanari e Gianmarco Saurino, dimostrerà che la cultura non è mai antica o fuori moda, perché porterà sempre con sé il suo messaggio universale.
'Quando ho deciso di avvicinarmi a Italo Calvino, mi è sembrato naturale scegliere l'opera che per temi, lucidità espositiva e spessore trovo più esemplificativa del lavoro dell'Autore come saggista e come intellettuale. "Perché leggere i classici", infatti, è un viaggio, un viaggio che non si ferma nell'indagine psicologica ma che con veemenza provoca ed entra nelle scuole e nelle università, nei centri culturali, per analizzare criticamente la situazione nazionale. Ho cercato di approcciare alla forza di Calvino con la leggerezza che lo stesso Autore predica nelle Lezioni Americane, per riscoprire in questo incontro l'anima dell'opera, che, come tutti i classici, ancora oggi è per noi attuale e non finisce di dire quello che ha da dire. Centrale è sicuramente la parola, rarefatta, magica, in un clima di stupore e di emozione che è lo stesso delle prime letture dei classici. Lo spettatore che vorrà ascoltare non dovrà fare altro che lasciarsi trasportare: nel viaggio della memoria di Calvino incontrerà ricordi e aspettative, riflessioni e provocazioni, e, come di fronte alla lettura di un classico, potrà innamorarsi per sempre o indignarsi, ma mai restare indifferente.'
Davide Sacco


Dal 9 al 14 aprile

Luciano Carratoni presenta
GIULIETTA E ROMEO

Balletto di Roma
Direzione Artistica Francesca Magnini
Giulietta e Romeo
Coreografie e scene Fabrizio Monteverde
Musiche Sergej Prokofiev                
Light designer Emanuele De Maria
Balletto in due atti liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare.

Torna in un riallestimento pensato da Fabrizio Monteverde stesso, il celebre titolo di Balletto di Roma Giulietta e Romeo; una creazione che segue fedelmente il testo di Shakespeare e la celebre partitura di Prokovief, e che riesce comunque ad essere, secondo anche le critiche dell'epoca, straordinariamente e meravigliosamente "asciutta". Proprio questo è l'aggettivo più adatto alla vocazione di Monteverde ad indagare fino all'essenza centrale e all'essenzialità anche le storie e le emozioni più ampie e senza confini.
La vicenda di Monteverde si sposta dalla fair Verona a un paese italiano mediterraneo - che incarna anche un qualsiasi sud - tra tradizioni, leggi furibonde e inesorabili, sentimenti di odio e di amore sublimi, divisi tra bellezza e ferocia. Ad esasperare ancora di più le emozioni dei personaggi, anche il tempo in cui si muovono: non più un medioevo giocoso ed esotico come quello Shakespeariano, non più un medioevo romantico come quello ottocentesco, ma il secondo dopoguerra del Novecento, con tutte le sue tensioni tra tradizionalismo e spinta a ricostruire e rinnovare.
Il muro decrepito, accumulo di macerie, indica la tragedia lasciata alle spalle: un conflitto mondiale che ha cancellato per sempre "l'età dell'innocenza", ribaltando schemi morali e convenzioni e annientando energie ed emozioni. Ma è anche uno sfondo che segna, come uno spartiacque, la voglia di rinascere di passioni assolute e assaporare fino all'ultimo respiro ogni attimo di vita. E la voglia di rinascere è il tratto fondamentale del carattere del personaggio principale del balletto, già sottolineato nel titolo "ribaltato": Giulietta è una giovane donna che, pur vivendo in un paese che segue un pensiero conservatore, dimostra una vocazione alla ribellione, che scoprirà amaramente inutile. Giulietta, spirito indipendente e audace, fa innamorare Romeo e lo travolge con il suo anticonformismo. Romeo che, timido e introverso, curioso dell'amore, viene travolto dalla vitalità dell'innamorata. Accanto a loro però trovano spazio anche due personaggi poco trattati nella tradizione, che qui muovono i fili della tragedia: le madri. Conservatrici, diverse eppure così simili, muoveranno, nell'ombra come due Parche, la trama fino all'inevitabile finale.
Un'audace manipolazione del patrimonio originale che non è velleitaria né di "comodo", ma un approfondimento essenziale dei sentimenti e delle idee universali che ancora fanno breccia nei lettori di Shakespeare e che risuonano ancora più forti nella loro traduzione in danza, attraverso la bravura di Fabrizio Monteverde e degli interpreti di Balletto di Roma.


Dal 2 al 12 maggio

ALT ACADEMY PRODUZIONI
presenta
Spettattori
di Michael Frayn
regia Pino Strabioli
con Pino Strabioli, Orsetta De Rossi, Luca Ferrini e cast in definizione

scene Barbara Ferrini                
costumi Zena Diamantakos                        
luci Alessandro Turella
produzione ALT ACADEMY

Dopo 20 anni torna al Teatro Vittoria di Roma "SpettAttori" di Mychael Frayn, uno degli esempi più incisivi di Teatro nel Teatro.
Se in "Rumori fuori scena", Frayn aveva mostrato al pubblico ciò che mai dovrebbe essere mostrato in un teatro, cioè tutto l'intricatissimo "dietro le quinte", in "Spettattori" il palco diventa una seconda platea; e così, gli spettatori entrano in sala e si ritrovano di fronte altri spettatori che li guardano prendere posto. Il sipario si alza e sono gli stessi spettAttori a dare voce ai pensieri degli spettatori. Gli uni rappresentano gli altri, con le loro stesse reazioni, con i loro commenti ad alta voce, con i loro piccoli tic, con la loro quotidianità. Gli spettAttori riproducono ciò che il pubblico di teatro fa tra le file di platea: ed ecco i ritardatari per problemi di parcheggio che tentano di prender posto, scatenando le ire dei vicini; i colpi di tosse che si contagiano di poltrona in poltrona; il signore che si sveglia improvvisamente sussultando; il giovanotto che amoreggia con la sua compagna.  "SpettAttori" è una commedia  semplice, difficilissima da raccontare. Quello che avviene in scena è la schiacciante riproduzione di quello che avviene agli spettatori di un qualunque spettacolo teatrale. I riflettori illuminano atteggiamenti e dinamiche che, prese in prestito al buio della platea, prendono vita su una seconda platea, specchio e lente d'ingrandimento. Giocando con i caratteri, "SpettAttori" garantisce divertimento e riflessione al tempo stesso, grazie ad un testo geniale ed incisivo, che fa del "comune" il perno della sua esilarante comicità.


Dal 13 al 19 maggio

FESTIVAL DELL'OTTIMISMO
"È nel cuore dell'inverno che ho scoperto di avere in me un'invincibile primavera"
(Albert Camus)

Il progetto

Il Festival dell'Ottimismo si propone di offrire al pubblico una serie di occasioni di creatività, incontri e pratiche sul tema dell'ottimismo inteso come mobilitazione di energie positive, vettore di passioni ed entusiasmi e pratica della positività.

FdO implicherà il coinvolgimento di una pluralità di proposte, intesa come piacevole incentivo a coltivare quel bene-essere che deriva dalle emozioni e dagli atteggiamenti positivi che mettiamo nelle relazioni con gli altri, con il lavoro, con le nostre risorse, nella convinzione che la produzione (PIL) sia solo un mezzo e la felicità (FIL: felicità interna lorda) il vero fine dell'individuo e in fondo lo scopo prioritario di ogni Collettività.

Infatti l'assunto di base del FdO è che l'ottimismo non è solo una predisposizione naturale, un tratto innato della personalità, bensì un'attitudine a cui si può essere educati e che si può coltivare, sviluppare, rinforzare (se necessario risvegliare…), proprio come si fa con le risorse del corpo e dello spirito. È la capacità di adottare un comportamento costruttivo di fronte a disagi e difficoltà e un atteggiamento orientato a concepire l'avvenire come una realtà desiderabile.

Un programma (in allestimento)

Il programma del FdO proporrà una serie di fruttuose contaminazioni tra espressioni diverse.

-    È così che un divertentissimo e geniale visual comedy show offrirà l'occasione per una serata dedicata alla terapia della risata e ai suoi benefici, a partire dalla gelotologia, disciplina che studia e applica la risata, produttrice di endorfine, e le emozioni positive che ne scaturiscono, in funzione di prevenzione, riabilitazione e formazione;
-    in questa stessa ottica sarà promossa una dimostrazione di yoga della risata e di psicologia dell'umorismo;
-    un affascinante e intrigante spettacolo teatrale di robotica sarà lo spunto per affrontare temi di grande attualità come quello di cosa voglia dire essere umano e cosa sia l'amore nell'era dell'intelligenza artificiale, oppure quello del transumanismo, cioè delle possibili connessioni fra il nostro cervello e quello delle cosiddette "macchine pensanti". Il futuro è un tema che non ha bisogno di mediatico catastrofismo, bensì del nostro ottimistico possibilismo;
-    saranno proposte anche un'articolata esposizione di libri (romanzi, saggi) sulle varie sfaccettature dell'ottimismo e una stimolante galleria di citazioni ottimistiche.

Il Festival dell'Ottimismo rientra tra le proposte della Stagione 2018-19 del Teatro Vittoria di Roma, che assicurerà anche la logistica della maggior parte delle iniziative del programma, che
nella sua parte più propositiva si svolgerà a partire dal 14 maggio 2019. Tuttavia iniziative di sensibilizzazione al tema e di promozione delle manifestazioni accompagneranno fin dall'inizio lo svolgimento della Stagione.


 "SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini" undicesima edizione

Dal 28 maggio al 5 giugno 2019, il Teatro Vittoria di Roma ospiterà l' undicesima edizione della rassegna "SALVIAMO I TALENTI - Premio Attilio Corsini", iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di grande qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori. Quattro gli spettacoli in competizione, scelti dalla direttrice artistica Viviana Toniolo, nel panorama delle cosiddette "cantine", o come vengono definiti all'estero "teatri off". Spazi che hanno costituito un imprescindibile bacino di nuove risorse e nuovi talenti da proporre sui palcoscenici maggiori. I quattro spettacoli concorreranno per aggiudicarsi il Premio Attilio Corsini (scomparso nel 2008 e fondatore, insieme a Viviana Toniolo, della compagnia Attori&Tenici e del Teatro Vittoria).

La giuria sarà composta dal pubblico a cui è demandato l'importantissimo compito di scegliere il Teatro di domani. Infatti, dopo aver assistito a tutti gli spettacoli, voterà il suo preferito, insieme ad una giuria di addetti ai lavori: produttori, registi, direttori di doppiaggio, direttori di teatro. Scopo della manifestazione è aumentare le opportunità di stimolo per la creatività giovanile ed emergente e dare più visibilità, costruendo una vetrina per i nuovi talenti ancora sconosciuti. La premiazione si terrà mercoledì 5 giugno.

Lo spettacolo vincitore sarà prodotto dalla Compagnia Attori & Tecnici e verrà inserito nel cartellone 2019/2020 del Teatro Vittoria. Per agevolare una partecipazione che sia la più ampia possibile, il costo dell'abbonamento per i quattro spettacoli sarà di soli 20 euro e darà diritto a far parte della giuria.
(Il programma completo degli spettacoli a pagina 2 del comunicato stampa)


Queste le parole di ringraziamento di Viviana Toniolo della precedente edizione: "Cari giovani Colleghi, desidero ringraziare calorosamente tutti i partecipanti alla Rassegna "Salviamo i Talenti – Premio Attilio Corsini 2018". Anche quest'anno le proposte per la partecipazione al bando sono state numerosissime. È un bel segnale, dimostra che fra i giovani teatranti c'è tanto fermento e anche tanta qualità. Ho dovuto selezionare solo quattro spettacoli e, credetemi, è stato difficile e anche doloroso decidere di eliminare proposte degne di nota e di stima, ma io e i miei collaboratori sappiamo, dopo aver verificato il vostro lavoro, che i giovani talenti che animano il panorama italiano ci sono eccome, e voi tutti ne siete una testimonianza! Questa è un'ottima notizia per il futuro del Teatro italiano, quindi sono qui per dirvi: forza, continuate, tenete duro. Talento e passione non vi mancano di certo!!!"   Viviana Toniolo

Locandina: Stagione teatrale 2018/2019