Personale dell'artista Alessandro Kokocinski. L'esposizione, articolata in sei sezioni – L'Arena; Pulcinella; Petruska; Sogno; Il Clown; Maschera Interiore –, contempla un corpus di oltre 70 opere polimateriche dalle tecniche fortemente innovative (dipinti, sculture, altorilievi, installazioni, disegni, filmati, versi poetici, libri d'artista) ispirate alla metamorfosi della «maschera» e annovera circa 40 opere inedite realizzate dall'artista espressamente per questa circostanza.
Molte sono poi le unità figurative che hanno viaggiato intensamente, negli anni esposte al Silpakorn Arts Centre di Bangkok, all'Art Fair di Shanghai, al MNBA – Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires, al NAMOC di Pechino. L'itinerario è animato anche da due grandi installazioni (Olocausto del Clown tragico; Non l'ho fatto apposta; quest'ultima si avvale della preziosa partecipazione di Lina Sastri, in un video di corredo) che compongono una miscellanea figurativa satura di spunti linguistici, rielaborazioni di opere precedenti assemblate in nuove configurazioni, variazioni tematiche. Ricchissima la grafica e i disegni.
Nato a Porto Recanati nel 1948 da madre russa e padre polacco, Kokocinski nei primi anni '60, a Buenos Aires entra a far parte del fantastico mondo del circo come acrobata con i cavalli e inizia a viaggiare per l'America Latina. La persecuzione militare argentina lo costringe a rifugiarsi a Santiago del Cile (1969), dove espone disegni di chiara denuncia politica. Alla caduta del governo Allende, Kokocinski si trova già in Europa, a Roma, dove è accolto da intellettuali come Rafael Alberti, Alberto Moravia, Carlo Levi e altri. Prima di lasciare Roma per Anticoli Corrado, partecipa alla X Quadriennale d'Arte Nazionale di Roma ed è invitato dallo Stato Vaticano ad esporre nei propri Musei e ad illustrare l'Angelus Dei per l'anno Santo sotto il pontificato di Papa Paolo VI.
La sua pittura, d'un realismo visionario e accattivante, assomma il mondo fantastico russo, la passione e il realismo sudamericano e il fascino luministico secentesco italiano. Forse proprio da questo caleidoscopio di culture e di vocazioni etico-sentimentali è nata la prospettiva fantastica, insieme allucinata e sapiente, la pittura tutta fuga e tutta compendiata energia che ormai da tempo la critica ammira senza riserve; ma che piace, per la misteriosa tensione che sorprende e coinvolge, anche ai non addetti ai lavori. Da poco è tornato a lavorare in teatro. Ha ideato e realizzato assieme all'attrice Lina Sastri lo spettacolo "Cuore mio", dove la sua pittura si è fusa con la drammaticità e la musicalità napoletana.
La mostra, a cura della Fondazione Kokocinski con Paola Goretti, è promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei.
Informazioni, orari e prezzi
Orario:
Lunedì ore 15.00 > 20.00
dal martedì alla domenica ore 11.00 > 20.00
ultimo ingresso mezz'ora prima
Sito web
Dove e quando
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