“Darsi il nome di Alice ci costringe a farci delle domande come la stessa Alice”, la bella creatura di Lewis Carroll.
Alice le fa a tutti quelli che incontra”. Darsi per un po’ di tempo il nome di Alice aiuta a descrivere la situazione attuale: interrotta, sospesa immutabile, senza prospettiva, fuori misura.
Regredendo all'origine, all' ingenuità del bambino e dei suoi bisogni e tempi naturali, attraverso la scoperta della comunicazione originaria, non istituzionale, primitiva: il linguaggio del corpo, del gesto, della pelle, dello sport, il racconto di Alice diventa metafora attuale delle cose: un incubo ricorrente che non ci spaventa ma ci lascia un’ eco nelle orecchie di disambientamento, di non riconoscimento, di ricerca del proprio sé.
Dal racconto Di Carroll, l’attrice fa suonare i tasti che stonano, i tasti che non vengono suonati mai: Alice e il suo non stare, lei e la costante ricerca di una casa, lei e la sua identità diversa da quella di ieri, la punizione sociale, l’affetto prima e l’affetto poi, le relazioni, le realtà diverse, l’essere non in sintonia.
Alice si ritrova in un mondo altro creato da lei nel quale gioca, saltella, non può parlare, costruisce non luoghi, percorsi dai quali vorrebbe uscire rincorsa dal tempo che non si ferma. Come in un video games.

Come l’atleta, anche Alice decide quali allenamenti, quali circuiti, quale lotta si ritrova a dover superare, verso la purezza, verso l’affetto primitivo, sul ring per affrontare il suo ultimo corpo a corpo: otto Round per una vita!

Lo spettacolo, finalista del Premio Scenario 2013, nasce da “ALICE DISAMBIENTATA” di Gianni Celati, un saggio che analizza la lotta studentesca del 77-78 a Bologna.

Con la collaborazione di Residenza artistica Anagoor
Con il sostegno di Viva Opera Circus Teatro dell’Angelo
Produzione OperaEstate Festival Bassano.

Ilaria Dalle Donne attrice e performer. Nata a San Giovanni Lupatoto in provincia di Verona. Dal 2005 è stata attrice nelle produzioni di Babilonia Teatri contribuendo all’organizzazione e alla messa in scena degli spettacoli. Dal 2012 ha fatto il proprio salto nel vuoto nel linguaggio teatrale. Sceglie di non darsi un nome altro perché la ricerca che sta svolgendo vuole diventare la sua identità in scena. Movimento dissociato, azione rigorosa e disciplinata come quella di un atleta, parole che vogliono dire scivolando lateralmente a gran velocità come lame affilate che non fanno sentire il dolore del taglio. L’esigenza di recuperare un linguaggio primitivo senza il peso delle forme istituzionalizzate, senza la formalità che ovatta.

Informazioni, orari e prezzi

Orari spettacoli:
martedì – sabato ore 21.00
domenica ore 18.00

Biglietti:
intero 15 euro
ridotto 12 euro
gruppi 8 euro

Per info e prenotazioni:
06/67882590
http://www.teatrodueroma.wordpress.com

Dove e quando

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