Il protagonista si misura con le proprie angosce e frustrazioni

Sul palcoscenico del Teatro Tor Bella Monaca il 24 e 25 novembre approda lo spettacolo scritto e interpretato da Davide Tassi L'INTRUSO, con la regia di Francesca Rizzi. Premiato come migliore spettacolo Teatro e Critica 2015 della scena romana, nell'INTRUSO attraverso le immagini di un'infanzia mai vissuta e di una vita condotta ai margini di una società intrisa di un finto perbenismo, il protagonista si misura con le proprie angosce e frustrazioni, mostra i lati oscuri della propria esistenza e sfida lo spettatore a fare i conti con la società dell'apparenza. I colleghi d'ufficio in un costante equilibrio tra realtà e follia. Volti "gioiosi e sorridenti" delle vittime dell'ipocrisia, puttane con contratto a tempo indeterminato, fino ad arrivare agli "uomini guida", la setta del potere che decide le nostre vite. E noi che c'entriamo? Possiamo definirci del tutto estranei? Forse, di fronte a chi ha compiuto l'atto eroico dell'auto-rivelazione, a noi resta solo quello della scelta.  
Ma chi è l'intruso? È un personaggio dei giorni nostri «che lavora in ufficio come molti ed è quello che potremmo definire un ''disadattato sociale'' – afferma Davide Tassi - un uomo che non riesce, sa o vuole integrarsi e resta ai margini di una società da cui si sente usato». Salire sul palco e urlare il suo disagio, la sua difficoltà è un modo contorto di gridare aiuto, una richiesta di essere integrato. "Sicuramente vuole essere capito - prosegue Tassi -  è un modo di diffidare la società per capire fino a che punto lo voglia giudicare. Vuole essere aiutato, è un personaggio che ha anche delle patologie".


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